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07.03.2020

Arena, si allunga la lista dei lavori

Si lavora all’interno dell’Anfiteatro dove normalmente si trova la platea FOTO MARCHIORI
Si lavora all’interno dell’Anfiteatro dove normalmente si trova la platea FOTO MARCHIORI

Chiara Bazzanella L’improvviso cedimento di una parte del solaio avvenuto giovedì all’ingresso dell’arcovolo 1 dell’Arena, impone al Comune di allungare la lista degli interventi già avviati per la sistemazione del monumento simbolo della città. L’altro ieri mattina, infatti, all’ennesimo transito di un muletto impegnato nell’annuale ripristino della platea ai piedi del palcoscenico, la gettata di cemento armato, posta a protezione dell’antico acquedotto romano una cinquantina di anni fa, ha ceduto all’improvviso, per fortuna senza conseguenze per il conducente. Come annunciato poche ore dopo l’accaduto dall’assessore ai lavori pubblici, Luca Zanotto, per ora si tampona con il posizionamento di una lastra di acciaio in grado di ripartire il carico sulle pareti laterali dell’antico acquedotto, che hanno una porzione sufficientemente solida di terreno senza vuoti sottostanti. Poi, da ottobre, si penserà a un intervento più radicale e definitivo lungo tutto il percorso di accesso che, nelle serate di spettacolo, rappresenta l’ingresso riservato a vip e persone illustri. Intanto il mega restauro del monumento avviato alla fine del 2018, è andato avanti a rilento. La fine degli interventi, prevista per il 2022, potrebbe slittare, visto che finora si è lavorato al 20 o al massimo il 30 per cento di quello che si sarebbe potuto fare se non ci fossero stati intoppi giudiziari. Come emerso qualche giorno fa, il Tar del Veneto ha infatti accolto il ricorso dell’Ati di aziende veneziane arrivata seconda alla gara d’appalto, che aveva contestato l’assegnazione dei lavori a un’impresa che non risulterebbe in regola con i permessi dell’Autorità nazionale anticorruzione. «Stiamo fissando degli incontri con la nuova cordata di imprese per poter programmare gli interventi a partire da novembre», fa sapere Zanotto. «La seconda fase di sigillatura dei gradoni si è dovuta bloccare in attesa che il Tribunale si esprimesse, e nel frattempo sono proseguiti altri interventi di contorno che comunque non sono meno importanti». La spesa di 14 milioni di euro complessivi per rimettere in sesto l’antico monumento, particolarmente utilizzato nel periodo estivo per la stagione lirica e una serie di concerti, è infatti suddivisa in una serie di micro gare d’appalto che hanno avuto diversi assegnatari dei lavori. Nei mesi scorsi, sono andati in porto gli interventi per la predisposizione dei bagni e l’ammodernamento dell’impianto elettrico. «I servizi igienici», continua l’assessore Zanotto, «sono composti da innovative strutture in alluminio smontabili, che verranno allestite all’interno dell’anfiteatro senza che vi sia necessità di appoggiarsi o agganciarsi alle pietre antiche. Sono inoltre state approntate le dorsali dell’impianto elettrico, in attesa che sia completata l’intera rete». Anche per questo i container posizionati da oltre un anno a pochi metri dall’Arena, in piazzetta Mura Gallieno, potrebbero essere utili fino alla fine del mese agli operai impegnati nei lavori. Proprio un paio di giorni fa sono stati raggiunti da un paio di furgoni che, come approfondito nell’articolo a lato, hanno creato ulteriori preoccupazioni ai residenti della zona, già esasperati dalla presenza di reti metalliche e contenitori in acciaio che finora, se non abbandonati, sono stati quanto meno ben poco sfruttati. •

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