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18.02.2019

Caso Diciotti, i grillini veronesi
divisi sull'immunità a Salvini

Businarolo, Fantinati, Gennari e Vanzetto
Businarolo, Fantinati, Gennari e Vanzetto

Oggi è il giorno della consultazione online dei militanti del Movimento 5 stelle - ma potrà votare chiunque si iscriva alla piattaforma Rousseau - sulla richiesta se concedere o no l’immunità parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti, la nave della Marina italiana con 177 migranti a bordo cui, tra il 20 e il 25 agosto scorso, fu impedito di attraccare. La consultazione si svolgerà dalle 10 alle 19.

 

Il Movimento 5 Stelle chiede dunque agli attivisti di pronunciarsi sull’eventuale processo a Salvini per il caso su cui dovrà esprimersi Palazzo Madama. L’iniziativa, tuttavia, non ha mancato di sollevare polemiche, a partire dalla formulazione del quesito: «Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato? Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere; No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere». Lo stesso Beppe Grillo, fondatore del movimento, ha ironizzato sul quesito: «Se voti Si vuol dire No. Se voti No vuol dire Si...».

 

Prende posizione per il Sì il deputato e sottosegretario Mattia Fantinati: «Salvini è indagato per aver agito per il bene del Paese poiché sono convinto che chiudendo i porti, ma assicurando ovviamente cibo e medicinali ai migranti, e costringendo l’Europa a ridiscutere la redistribuzione degli immigrati si è fatto l’interesse dello Stato. Su questo», aggiunge, «ci dà ragione anche la Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo quando dice che non esiste il diritto a sbarcare. Inoltre sottolineo che quella fu una decisione condivisa da tutto il governo, non l’azione solitaria di un ministro... La risposta non può che essere sì». Se tutto è così chiaro, allora, perché questa consultazione? «Noi siamo il partito della democrazia diretta e sulle questioni importanti ascoltiamo sempre la nostra base, non decidiamo, come gli altri, nelle segrete stanze». Alessandro Gennari, vicepresidente del Consiglio comunale pare più orientato per il No. «L’autorizzazione a procedere per Salvini viene chiesta per atti compiuti nelle funzioni del suo mandato di ministro dell’Interno, quindi ci rifletterò anche se d’istinto sarei propenso a votare per concedere l’autorizzazione e lasciare poi che la magistratura archivi le accuse, come penso sia giusto». Non si sbilancia, invece, la deputata Francesca Businarolo. «Questa decisione potrebbe avere conseguenze politiche e quindi preferisco astenermi dal dichiarare cosa voterò. Ciò che mi aspetto è una forte affluenza, rispetteremo l’esito del voto online». Conclude la capogruppo a Palazzo Barbieri Marta Vanzetto: «Il quesito basta leggerlo per comprenderlo... Io valuterò in punta di diritto il da farsi». 

E.S.
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