Car sharing, bandiera bianca
In due anni è stato un flop

Un’auto del servizio car sharing in uno dei posteggi dedicati: ci si può prenotare con lo smartphone
Un’auto del servizio car sharing in uno dei posteggi dedicati: ci si può prenotare con lo smartphone

Le polveri sottili e lo smog colpiscono senza pietà. Si studiano soluzioni per limitare l’inquinamento dell’aria. Tra cui le domeniche senz’auto - la prima sarà il 3 dicembre - e per la cosiddetta mobilità sostenibile, a piedi, in bicicletta e con mezzi a trazione elettrica. L’Agsm pubblicizza ancora il teleriscaldamento, sempre più diffuso, come sistema più pulito. Già, ma intanto il «car sharing», l’auto a noleggio elettrica introdotta due anni e mezzo fa in città con 25 mezzi modello Volkswagen Up sparsi in vari punti, a fine anno si interrompe. Sarebbe dovuto continuare, con il primo contratto triennale, fino alla primavera prossima. Il perché del flop del servizio? Perché non lo usa quasi nessuno. Comunque, non un numero sufficiente di clienti tale da rendere la gestione economicamente sostenibile.

L’Amministrazione comunale così studia nuove soluzioni. Anche di un’altra modalità possibile di sistema car sharing. Intanto però si conclude l’esperienza attuale. Di un sistema di auto a noleggio, non inquinante, che si muoveva anche nella Zona a traffico limitato senza vincoli di orari e senza dover pagare la sosta, e anche fuori porta. Sia per i veronesi che per i turisti. Le auto del car sharing attuale sono omologate per quattro persone. Gli utenti devono registrarsi al servizio, gestito da Aci Global, attraverso la specifica app GirAci o il sito internet: www.giraci.com.

«Il servizio è in perdita e quindi il gestore ha deciso di non proseguirlo e di recedere dal contratto, pagando anche una fideiussione di 50mila euro al Comune», dice l’assessore alla mobilità Luca Zanotto, che annuncia la decisione dell’Amministrazione comunale di bandire una nuova gara per il servizio di car sharing entro fine anno.

«Questo tipo di servizio evidentemente per un tipo di città come Verona non è del tutto adatto e comunque andranno ripensate le aree di spostamento delle automobili del car sharing, magari facendole partire da punti più distanti dal centro e dei quartieri», spiega l’assessore comunale. «Gli stessi gestori ci hanno detto che anche in numerose altre città non è molto utilizzato, tranne Genova, dove chi vi arriva in nave per turismo, poi si sposta con l’auto a noleggio. Comunque stiamo pensando a soluzioni alternative, ancora con mezzi elettrici, e stiamo valutando anche la possibilità di un servizio del genere ma con moto, puntando pure a mezzi elettrici».

Il car sharing in vigore da due anni e mezzo, dunque, chiude i battenti prima del tempo. Contrariamente, invece, al bike sharing, che anzi ha ottenuto un buon successo e, come sottolinea l’assessore Zanotto, verrà potenziato. «Stiamo ipotizzando di implementare il servizio, sia per numero di mezzi sia per nuove collocazione delle stazioni».

Enrico Giardini