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25.06.2019 Tags: Roberto Burioni , Tetano

Burioni: «Non ce l'ho con i genitori, ma con chi li ha ingannati»

A destra, l'immunologo Roberto Burioni
A destra, l'immunologo Roberto Burioni

«Io ho difficoltà in questo momento di dolore a giudicare i genitori preferendo essere loro vicino nella speranza di guarigione della loro piccola, posso invece scagliarmi in piena libertà contro chi, diffondendo paura e bugie, induce i genitori a non vaccinare».

Commenta così Roberto Burioni, noto immunologo e divulgatore, la notizia del peggioramento delle condizioni della bimba affetta da Tetano, raccontata oggi dal nostro giornale.

«Una storia incredibile», continua, «perché incredibile è che nel 2019 si possa rischiare di morire di tetano, una malattia che nei vaccinati (con un vaccino sicurissimo ed efficace) non esiste. Chi li ha indotti a non vaccinare sono gli stessi che dicono che i vaccini fanno morti (non è vero, sono sicurissimi), sono quelli che dicono che del vaccino contro il tetano non c’è bisogno perché basta l’immunità naturale e un poco di vitamina C per evitarlo (non è vero, ci vuole il vaccino), sono quelli che dicono che i vaccini causano l’autismo (bugia totale). Sono quegli irresponsabili che con le loro schifose bugie riescono a impaurire e abbindolare i genitori: queste sono le conseguenze di quelle bugie».

Poi nel suo post su Facebook allega la locandina di una campagna di Corvelva contro le vaccinazioni.

 

 

«Corvelva», scrive, «è un gruppo veneto che in un comunicato di ieri afferma spudoratamente di non sconsigliare le vaccinazioni. Questa immagine è stata diffusa, affissa sui cartelloni e via dicendo. Intanto, per la mancata vaccinazione (e solo a causa della mancata vaccinazione) una bambina giace in un letto di rianimazione tra la vita e la morte.

Corvelva avrà la possibilità di diffondere le sue mortali bugie in Parlamento nei prossimi giorni; quelli del Corvelva insieme ad altri della stessa risma si presenteranno in piazza a Rimini sabato 29 giugno con le loro magliette arancioni per unirsi e proseguire in questa missione di disinformazione e di disseminazione del panico.

Questa gente non combatte per la libertà di scelta. Questa gente combatte per avere la libertà di mettere in pericolo i propri figli in nome dell’ignoranza e di diffondere bugie che, se credute, hanno come effetto finale di spedire una bambina al cimitero. Tragedia che non ha colore politico. Io non credo che un paese civile debba concedere loro questa libertà. Perché la libertà è un’altra cosa».

 

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