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02.06.2020

Bufera su Mariotti
«Unica Repubblica
è quella Sociale»

Il post di Massimo Mariotti
Il post di Massimo Mariotti

«2 Giugno, l'unica Repubblica è quella Sociale». È così che «festeggia» oggi Massimo Mariotti sulla sua pagina Facebook. E, nel giro di un'ora, ottiene 13 like e 4 condivisioni.

 

Una immagine, quella postata stamattina dal presidente di Serit, in forza a Fratelli d'Italia, destinata a indignare e a scatenare polemiche. 

 

E non è la prima volta che il funzionario Rfi, già  assessore del comune di Verona, presidente di Amt e Acque Veronesi, si mette in luce per le sue nostalgie fasciste. La sua bacheca pullula di ricordi e anniversari del Ventennio e, recentemente, è stato sotto i riflettori  per aver sovvenzionato, ​con i soldi della società di raccolta rifiuti, due eventi promossi dall'estrema destra veronese attraverso l'associazione identitaria Nomos:  il convegno sulle "bugie dell'immigrazione"  e il concerto per Jan Palach.

 

LE REAZIONI.  Il primo a commentare il post di Mariotti  è Federico Benini, capogruppo del Pd in consiglio comunale di Verona: «Spiace molto che nella lista di fratelli d’Italia che si presenterà alle elezioni regionali vi siano persone contrarie alla Repubblica come Massimo Mariotti che sul suo profilo Facebook sostiene come l’unica Repubblica sia quella sociale con scontato riferimento all'esperimento politico nazista in Italia all'indomani dell'armistizio del settembre '43. Tutto questo mi desta profondo stupore. Se vi è infatti una persona che deve essere grata alla Repubblica italiana e alla sua democrazia è proprio Mariotti che da più di un quarto di secolo campa grazie ai soldi presi dalle svariate aziende partecipate che ha presieduto e ai vari cda di cui ha fatto parte proprio grazie alla vituperata repubblica democratica che ancora gli permette di candidarsi e, se sarà eletto, di prendere quasi 10mila euro al mese come consigliere regionale»

 

E il giorno successivo è arrivata una nota firmata dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Verona, che hanno chiesto al Prefetto di Verona, Donato Cafagna di verificare eventuali comportamenti anticostituzionali da parte di Massimo Mariotti. Stefano Facci, Massimo Castellani e Lucia hanno definito l’iniziativa di Mariotti «provocatoria, quanto di più irrispettoso si sia potuto osservare negli ultimi anni, una grave mancanza nei confronti di tutti i cittadini che credono nei valori democratici e antifascisti». Per questo i tre segretari confederali hanno anche chiesto al Comune di Verona, e al Sindaco Federico Sboarina «di prendere i dovuti provvedimenti a tutela dell’integrità dell’immagine complessiva della nostra città».

Giorgia Cozzolino
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