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19.06.2019 Tags: Roberto Burioni , Carlo Rugiu , Tetano

Bimba con il tetano
Burioni: «È colpa
dei somari no-vax»

A destra, l'immunologo Roberto Burioni
A destra, l'immunologo Roberto Burioni

È gravissima la bimba di dieci anni della provincia di Verona ricoverata a Borgo Trento dopo aver contratto il tetano. Una malattia per la quale, sui bambini, non avvenivano ricoveri da tempo immemore nel Veronese. La causa pare sia una «banale» sbucciatura a un ginocchio.

Alla notizia che la bimba non è stata vaccinata il presidente dell'ordine dei medici di Verona Carlo Rugiu, nell'intervista in edicola oggi sul nostro giornale, ha commentato: «Questo è il frutto delle campagne no-vax».

 

Ancora più duro il noto epidemiologo e divulgatore Roberto Burioni, che su Facebook ha scritto:  «Sul tetano girano tantissime bugie. I somari antivaccinisti sostengono che non è un pericolo reale per chi non vive a contatto con gli animali, che basta pulire le ferite con acqua ossigenata per evitarlo, che si può prevenire con la vitamina C e che spesso si è immuni naturalmente.

Tutte scemenze. Il pericolo è ovunque, anche una piccolissima ferita può provocarlo, l’acqua ossigenata e la vitamina C sono inefficaci e soprattutto non esiste una immunità naturale. Anche chi ha preso il tetano ed è guarito non è immune. L’unico modo per essere protetti è vaccinarsi».

«Purtroppo», continua, «molti genitori non vaccinano i loro figli. Che poi, sfortunatamente, si ammalano gravemente, come. In questo caso. Chi risarcirà questa bambina delle terribili sofferenze che le sono state inflitte dai genitori che non l’hanno vaccinata? Chi risarcirà lo Stato delle spese sanitarie che si dovranno sostenere? E se quel posto in rianimazione servisse per un altro bambino? Chi non vaccina i propri figli è un incivile egoista. Per seguire la sua ignoranza e la sua superstizione danneggia i suoi figli e la società. Questi cavernicoli sabato 29 giugno organizzeranno una manifestazione a Rimini, città a me molto cara. Gireranno per la città con delle magliette arancioni. Quando li incontrate, riminesi, ditegli con educazione e rispetto quello che pensate di loro. Perché a causa delle loro bugie e della loro follia c’è una bambina in rianimazione a Verona».

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