Caso Citrobacter a Borgo Trento

Batterio killer, il primario sospeso: «Informai la direzione nel 2019»

Paolo Biban, primario di pediatria a Borgo Trento sospeso dopo il caso Citrobacter
Paolo Biban, primario di pediatria a Borgo Trento sospeso dopo il caso Citrobacter

«Il 26 novembre 2019 ho provveduto ad informare, tra gli altri, la Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona dell’esistenza di tre casi di infezione da Citrobacter koseri, riscontrati e seguiti nel Reparto di Terapia Intensiva Neonatale da me diretto». Lo scrive, in una nota, Paolo Biban, direttore della Pediatria a Indirizzo critico dell’Azienda Ospedaliera di Verona, in merito allo scandalo del «batterio killer» che ha causato la morte di 4 neonati e lesioni cerebrali permanenti ad altri bambini.

 

Biban, sospeso lo scorso 5 settembre dal servizio assieme al direttore sanitario Chiara Bovo e al direttore medico Giovanna Ghirlanda replica alle affermazioni del commissario dell’Azienda Ospedaliera, Francesco Cobello, che nella relazione inviata in risposta al dossier degli ispettori del Ministero della Salute, aveva attribuito tutte le responsabilità ai medici, affermando di «essere stato informato solo a dicembre del primo caso» e di non aver potuto adottare le iniziative opportune, prese solo nel maggio 2020, «quando il direttore generale è stato portato a conoscenza della vicenda».

 

«Tali casi - sottolinea invece Biban - intercorsi nei 12 mesi precedenti, a distanza di alcuni mesi uno dall’altro, erano da aggiungersi al caso della bambina N.F. (la prima vittima, ndr), osservato nel mese di aprile 2019. Ho prodotto, peraltro, i documenti di tale informativa nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Disciplinare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, avvenuta in data 20 settembre 2020, negli uffici della Direzione Generale», conclude.

 

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