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27.11.2019

«Insicurezza e affari a picco» Proteste per il parcheggio

Il parcheggio della discordia davanti al Bar Barana a Porta Vescovo VACCARI
Il parcheggio della discordia davanti al Bar Barana a Porta Vescovo VACCARI

Il parcheggio della discordia. Il parcheggio che non mette d’accordo nessuno, per motivi diversi. Quei posti auto, recintati da cancellata in acciaio, muniti di telecamere fisse e portoni automatici sono stati legittimamente delimitati da Eni, che è proprietà di quello slargo davanti al Bar Barana, a Porta Vescovo. Quei posti, attualmente vengono occupati da tre dipendenti dell’Eni, ma molti altri sono liberi. Su una vetrata di un negozio che confina con il parcheggio c’è un numero verde per eventuali cittadini che desiderassero affittarli. Ma al numero dell’agenzia immobiliare sono categorici: «Al momento non c’è nessuna intenzione di affittare i posti. Ancora non abbiamo capito se c’è intenzione di vendere i negozi, quindi fino ad allora non è possibile affittare. Se siete interessati mandate pure una mail, nel caso Eni sblocchi, vi ricontatteremo». A lamentarsi di questo recinto sono i cittadini, che scendendo alla fermata dell’autobus o intraprendono la strada del marciapiedi che costeggia il bar, ma anche il proprietario del bar Barana, che ha visto precipitare i suoi incassi. «Mi sono informato al Comune, spero che sia possibile rimuovere questa cancellata. Il mio fatturato è crollato, prima i clienti lasciavano l’auto un attimo per bere un caffè. Così invece non lo fa più nessuno». I residenti invece sono preoccupati per la loro incolumità: «Vede? Almeno avessero lasciato lo spazio di un marciapiedi esterno. Se noi passiamo dall’esterno rischiamo di essere colpiti dai bus che ripartono dalla fermata. E poi hanno messo anche dei sassi per non farci camminare». I cittadini hanno informato anche la sesta circoscrizione e la polizia Locale. •

Alessandra Vaccari
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