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18.03.2020

Attività all'aperto?
Spadafora: "Pensiamo
a un divieto totale"

Un runner che corre in collina
Un runner che corre in collina

Per la gioia dei “cecchini delle finestre” - cioè di coloro che osservano tutto quello che accade in strada e da dietro i vetri inveiscono contro tutto e tutti - i runner e quelli che fanno attività all’aperto hanno le ore contate.

 

“Nelle prossime ore bisognerà prendere in considerazione anche la possibilità di un divieto completo all'attività all'aperto", ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al Tg1 e riportato da Adnkronos. “Se finora abbiamo lasciato questa opportunità è perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di poter correre, anche per altre patologie... Però l'appello generale era di restare a casa. Se questo appello non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto", ha aggiunto il ministro. Spiegando: "Non vedo l'esigenza straordinaria di rischiare in questa settimana, una delle più critiche a livello di picchi secondo la comunità scientifica", le parole del ministro a Agorà in mattinata. "Ci sono ancora tantissime persone che sembrano sottovalutare i rischi che il paese sta correndo". 

 

Quella delle attività motorie all’aperto, come correre, passeggiare e andare in bici, è stato uno dei punti più controversi e meno compresi del decreto ministeriale in tema di misure per contenere la diffusione del coronavirus. Anche perché, a macchia di leopardo, sindaci di ogni parte d’Italia hanno emanato ordinanze più restrittive del decreto. Che tuttavia a livello legale non possono avere più valore.

 

Quindi, fino ad oggi, ricapitolando: si può correre a patto di farlo in luoghi isolati e di non farlo in compagnia. Non si può correre però in tutte quelle aree comunali che i sindaci hanno chiuso per evitare assembramenti. E se si può correre, va da sé che è possibile anche fare una passeggiata. Sempre a patto però di non farla in compagnia o dove si possono trovare tante altre persone. Per la bicicletta non ci sono particolari restrizioni anche se non sono pochi i casi di ciclisti multati. Perché il concetto di base è che ok uscire, ma evitarlo per quanto più è possibile ed eventualmente di uscire solo vicino a casa e per un periodo di tempo limitato. Ecco che in bicicletta queste due limitazioni rischiano di non poter essere rispettate. Nei prossimi giorni potrebbe cambiare tutto di nuovo. Si vedrà. M.Per.

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