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03.08.2020 Tags: Verona

Ancora un nubifragio È strage di alberi in città

L’enorme tronco che si è abbattuto sul tetto del Centro Tommasoli in Borgo Venezia FOTO MARCHIORIAlcuni alberi sono stati abbattuti dal vento anche all’ArsenaleTombini «saltati» in piazza CittadellaVigili del fuoco all’opera ieri mattina in piazza BraIl campo sportivo di via Asiago a Porto San Pancrazio
L’enorme tronco che si è abbattuto sul tetto del Centro Tommasoli in Borgo Venezia FOTO MARCHIORIAlcuni alberi sono stati abbattuti dal vento anche all’ArsenaleTombini «saltati» in piazza CittadellaVigili del fuoco all’opera ieri mattina in piazza BraIl campo sportivo di via Asiago a Porto San Pancrazio

La buona notizia è che il temporale dell’altra notte non ha fatto finire sott’acqua mezza città, quella cattiva è che anche questa volta piante ad alto fusto sono crollate in mezzo alla strada, sulle auto in sosta e sui tetti. Disastroso l’effetto provocato dal pino che si ergeva in prossimità del centro Tommasoli in borgo Venezia: sradicato dalle raffiche di vento si è abbattuto sulla copertura della struttura provocando danni al fabbricato. E se i quartieri, da Veronetta a borgo Trento, da borgo Roma al centro storico si sono salvati dai fiumi di acqua e fango provocati dalla pioggia intensa che alle 2.45, preceduta da raffiche di vento, si è abbattuta su città e provincia, il problema di alberi secolari e comunque imponenti che cadono come i bastoncini dello Shangai ad ogni perturbazione rappresenta purtroppo una regola. Che crea danni alle cose, disagi per la circolazione e mette a rischio l’incolumità delle persone. Il vento l’altra notte spirava a una velocità che in città ha sfiorato i 60 chilometri l’ora (come emerge dai dati raccolti dalle stazioni meteo posizionate in diversi punti della città), ha preceduto l’acquazzone ma ha fatto cadere anche motorini parcheggiati all’Arsenale, la recinzione del cantiere del filobus in via Tunisi (la strada è stata chiusa nel tratto di via fino all’intersezione con Via Arquà) e le transenne in via Aldo Fedeli all’intersezione con via Caperle sono finite in mezzo alla strada intralciando il transito dei veicoli. Le chiamate arrivate al centralino dei vigili del fuoco ieri mattina alle 9 erano già 120 (40 nella notte), alle 13.30 erano aumentate di 40 e a ora di pranzo da evadere erano rimaste una sessantina di richieste, ma oltre a loro a stilare il «bollettino» dei disagi del giorno dopo ci sono le uscite degli agenti della Polizia locale, intervenuti per mettere in sicurezza la circolazione e verificare i danni da maltempo. Un lungo elenco che copre ogni angolo della città, che offre la mappa dei punti critici non tanto e non solo per la tenuta delle strade quanto per le piante abbattute e i rami pericolanti che rappresentano una minaccia. Annoso il problema dei sottopassi che si allagano, l’altra notte le caditoie in centro hanno «risucchiato» la pioggia impedendo disagi in corso Porta Borsari, a Veronetta, in Sottoriva piuttosto che in via Prato Santo. Una caditoia è sprofondata invece in piazza Cittadella, all’altezza del civico 12, provocando la rottura dell’asfalto e il rischio di crollo proprio davanti allo spartitraffico che segnala l’uscita dal parcheggio (Acque Veronesi ha transennato la zona). Salvi dagli allagamenti ma non dalle piante e che l’enorme pino a ridosso del centro civico che si affaccia su via Perini e largo Zandonai, in borgo Venezia, sia stato completamente strappato da terra può trovare una spiegazione nello sbilanciamento provocato dall’eccessiva quantità di fronde e in piante ad alto fusto la potatura e la riduzione dei rami è una regola per consentire stabilità. A maggior ragione in alberi con un apparato radicale non particolarmente profondo. La stessa cosa è avvenuta al Porto San Pancrazio, al campo sportivo di via Asiago: un albero si è spezzato in due e, cadendo, ha distrutto la recinzione. Piante abbattute anche a San Michele, in via San Leonardo, in via Palladio (dove una è rimasta sospesa all’altezza di circa due metri e impediva la circolazione degli autobus), in via Bresciana dove un albero è caduto su una Smart che era in transito danneggiandola (e fortunatamente non ci sono feriti) piuttosto che in piazza Arsenale dove, una pianta dopo essere stata sradicata, si è appoggiata ai fili elettrici. Sempre in città, in via San Leonardo, i pompieri sono intervenuti con una ruspa gommata per rimuovere due alberi che erano caduti sulla stretta viuzza, bloccandola completamente. E probabilmente in tutti questi casi la mancata o incompleta manutenzione rappresenta il fattore di rischio. L’altra notte rami spezzati anche in salita San Sepolcro all’intersezione con via Caroto (con detriti sulla carreggiata), in via Montorio, gli alberi crollati in via Gabriele D’Annunzio e in borgo Roma, tra via San Giacomo e via Bengasi si uniscono al lungo elenco che da giugno, da quando periodicamente si verificano temporali di particolare intensità, viene stilato all’indomani di un acquazzone. E in due mesi sono circa venti. Nove quelli caduti, dopo le raffiche di vento e il nubifragio del 5 giugno, in via del Fortino, via Mantovana, al Lazzaretto, in via colonnello Fincato e via Sogare. L’11 luglio era andata leggermente meglio: quando alle 17 il cielo si era oscurato gli interventi erano stati in viale Colombo, via Scalzi e in piazzetta Bra Molinari su auto in transito o parcheggiate, e gli interventi erano proseguiti in borgo Roma, borgo Venezia, allo Stadio e in borgo Milano. Sempre per alberi sradicati. •

Fabiana Marcolini
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