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17.12.2016

Anche la mensa
dei poveri finisce
nel mirino dei ladri

L’ingresso del Barana in via Fincato chiuso per furto
L’ingresso del Barana in via Fincato chiuso per furto

«Martedì 13 dicembre sono venuti i ladri ed hanno rubato nel nostro convento. Per questo motivo la mensa è chiusa fino a data da destinarsi. Chiunque avesse informazioni sui responsabili è pregato di dirlo in portineria».

È chiusa per furto la mensa dei poveri «Barana» di via Fincato in Borgo Venezia.

Per i tanti indigenti che giornalmente si recano alla storica mensa, il cartello esposto sulla porta d’ingresso non è uno scherzo ma il provvedimento “forzato” messo in atto da Fra Antonio, il responsabile della comunità, a causa del furto di martedì scorso.

 

«Abbiamo chiuso la mensa per alcuni giorni dopo esserci consultati con i nostri superiori – spiega il responsabile della comunità Fra Antonio - questo per dare un segnale forte alle persone che quotidianamente frequentano la struttura. Si è trattato di un furto odioso di gente che probabilmente conosceva bene le nostre abitudini e sapeva come muoversi».

I ladri sono entrati in tarda mattinata il giorno di Santa Lucia mentre tutti i religiosi erano ad assistere alla Messa.

Hanno forzato le porte d’ingresso e dei servizi, sono entrati negli uffici ed hanno portato via i soldi delle offerte dei nostri benefattori che servivano per l’acquisto dei viveri per garantire un pasto caldo ai 150 ospiti che tutti i giorni frequentano la mensa.

Il furto è stato scoperto al ritorno dalle suore che hanno chiamato subito la polizia. Le indagini sono in corso ma, per il momento, non ci sono tracce dei ladri. Probabilmente si tratta di persone che conoscono bene la struttura, sapeva come muoversi e le abitudini dei religiosi.

«La speranza è che gli autori del furto si pentano oppure se qualcuno viene a sapere che è stato ci informi anche in modo anonimo – dice ancora Fra Antonio – purtroppo per colpa di alcuni disperati, centinaia di indigenti che si rivolgono a noi tutti i giorni sono rimasti senza cibo. Anche se abbiamo provveduto ad inviare i poveri alle altre mense cittadine e verrà garantito il pranzo di Natale».

Il valore del bottino non è stato quantificato con precisione ma, da una prima stima, potrebbe essere ingente. Si stratta di soldi che arrivano alla comunità da aziende e benefattori per l’acquisto dei viveri che servono per cucinare 150 pasti che vengono distribuiti tutti i giorni ai frequentatori della mensa.

 

Fra Antonio non racconta i particolari di un furto messo a segno ai danni dei poveri ma sono in molti a ritenere che gli autori debbano essere cercati tra gli stessi frequentatori della mensa Barana chiamata scherzosamente «Trattoria al Sandalo» che approfittando della scarsa sorveglianza hanno agito praticamente indisturbati.

Una mensa storica della nostra città che da tre anni viene gestita da una comunità religiosa, maschile e femminile, chiamata Fraternità Francescana di Betania, venuta dal Meridione, che ha continuato l’attività liturgica e caritativa dei frati Cappuccini. «Sono tre anni che gestiamo la mensa ed è la prima volta che si verifica un furto nella nostra comunità - dice ancora Fra Antonio - ci spiace per i tanti bisognosi che frequentano la struttura che riaprirà comunque lunedì prossimo. Siamo aperti tutti i giorni dell’anno i nostri oltre cento volontari servono circa 150 pasti caldi».

«I frequentatori sono per il 70 per cento extracomunitari mentre i rimanenti sono italiani. Ma il vero guaio è che hanno rotto tutto e danni sono stati tanti. Di certo questo è il segno che la povertà mentale è più grave di quella materiale».

Luciano Purgato
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