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26.11.2019

Anarchico esperto
di esplosivi: preso
al Cerro dalla Digos

Sciacca arrestato nel 2008 a Verona (foto Fadda)
Sciacca arrestato nel 2008 a Verona (foto Fadda)

La Digos di Torino ha arrestato in un casolare a Cerro Veronese, su ordine di custodia cautelare in carcere, Giuseppe Sciacca, un 40enne anarchico ritenuto responsabile di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo. Il provvedimento in seguito all’operazione "Scintilla" dello scorso febbraio, quando vennero arrestati sei anarchici dell’Asilo occupato di via Alessandria accusati, a vario titolo, di associazione sovversiva, istigazione a delinquere, detenzione, fabbricazione e porto, in luogo pubblico, di ordigni esplosivi. Gli investigatori della Digos ritengono il gruppo responsabile di 21 attentati in diverse città italiane. Il 40enne, arrestato questa mattina con la collaborazione della Digos di Verona, sarebbe «l’esperto degli ordigni». 

 

La perquisizione nell'abitazione a Cerro, ha consento - secondo la questura torinese -  di sequestrare materiale utile alla prosecuzione delle indagini. Sciacca ha già riportato una condanna per il lancio di due ordigni esplosivi contro il Comando della Polizia Municipale di Parma, avvenuto il 20 ottobre 2008. In quell'occasione, fu infatti rintracciato e arrestato a Verona insieme ad altre due  anarchiche, su una Polo verde, subito dopo l'attentato di Parma.

Sciacca risiedeva da vari anni in Lessinia, dove conviveva con una donna che a sua volta gravita, secondo gli accertamenti, nell’ambiente anarchico-insurrezionalista. L’uomo, riferiscono fonti della Digos veronese, è una persona già nota alle forze dell’ordine ed era stato sottoposto sino al dicembre scorso alla misura della sorveglianza speciale. Gli investigatori sottolineano che, a differenza di precedenti occasioni, quando stamane è stato arrestato si è dimostrato collaborativo.

 

Ci sono analogie tra alcuni dei plichi esplosivi diffusi nel 2016 dagli anarco insurrezionalisti nella campagna «I cieli bruciano» e quello recapitato lo scorso primo aprile alla sindaca Chiara Appendino. Il gesto però non è attribuito a Giuseppe Sciacca, il 40enne anarchico catanese arrestato oggi dalla Digos di Torino in provincia di Verona, che è stato fermato con l’accusa di aver fabbricato e inviato un plico esplosivo nel marzo 2016 a una ditta di Roma. Gli investigatori hanno rilevato la presenza di Sciacca a Torino il 30 marzo, due giorni prima dell’intimidazione all’Appendino, durante la vasta manifestazione antagonista contro lo sgombero del centro sociale "Asilo occupato". L’uomo era nel gruppo del "blocco nero" che fu fermato in via Aosta in possesso di «un vero e proprio arsenale» da utilizzare negli scontri di piazza, ed era stato denunciato insieme ad altri 120 compagni, tra cui figurano leader del movimento anarchico internazionale.

 

LA DIGOS. «Si tratta di un personaggio di primo piano del mondo anarco-insurrezionalista italiano - spiega il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra -. Le indagini proseguono per capire se è stato impegnato anche da altre cellule in altri attenti». Sciacca è considerato dagli investigatori «un esperto nel confezionamenti degli ordigni». Gli inquirenti lo accusano di aver fabbricato e inviato nell’8 marzo 2016 un plico esplosivo, indirizzato alla sede romana della società Ladisa Ristorazioni Spa, fornitrice del Cpr, Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino. Le stesse caratteristiche dell’ordigno sono state riscontrate anche in un plico esplosivo inviato alla società Crea srl di Ravenna. Gli episodi si inseriscono nella campagna annunciata dagli anarchici a fine 2015 "I cieli bruciano". Sciacca è stato rintracciato grazie alle tracce di dna ritrovate sul plico inviato a Roma: una busta con un sistema di attivazione con batteria 9 volt e innesco con lampadina alogena e filamenti a contatto con 22 grammi di polvere pirotecnica.

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