Polemica sui vandalismi

Altri raid della «banda del copertone» in Borgo Trento e Valdonega

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Altri danni ai copertoni delle auto in Valdonega e Borgo Trento
Altri danni ai copertoni delle auto in Valdonega e Borgo Trento
Altri danni ai copertoni delle auto in Valdonega e Borgo Trento
Altri danni ai copertoni delle auto in Valdonega e Borgo Trento

Da alcuni gommisti tra la Valdonega e a Borgo Trento, ma non soltanto, ieri mattina c’era la coda. Ci sono stati altri raid della «banda del copertone», che ha vandalizzato le auto in sosta, sia la notte tra sabato e domenica che quella tra domenica e ieri. Al nostro sito sono arrivate svariate segnalazioni, con tanto di foto che documentano i danneggiamenti. Cittadini che ieri mattina sono usciti di casa per recarsi al lavoro o per portare i figli a scuola e che si sono trovati lo pneumatico a terra. Le ultime denunce, in ordine di tempo sono arrivate da Borgo Trento, nello specifico tra via XXIV Maggio e via Missori, ma anche da via Quarto in Valdonega.

Chi agisce lo fa nottetempo e in vie che non hanno telecamere, anche se in alcuni casi qualche occhio elettronico seppur lontano c’è. Sarà ora necessario verificare se le immagini riprese da così tanti metri di lontananza diano qualche indizio. Anche se un piccolo dettaglio, a forza di fare domande spunta. I danneggiamenti sono di due tipi: alcuni sono stati realizzati in orizzontale con un coltello, come quelli di Quinzano di qualche giorno fa. E sono i peggiori perché lo pneumatico, come ci hanno spiegato dal gommista Roberto Lazzarin, in via Torbido, deve essere sostituito. L’«ondata» arrivata dalla Valdonega invece presenta minuscoli fori sulla gomma.

«Tra venerdì e sabato abbiamo fatto cinque riparazioni», dicono dalla carrozzeria, «trattandosi di fori molto piccoli è stato possibile aggiustare anziché sostituire. In alcuni casi i proprietari avevano gonfiato con il compressorino la gomma fino ad arrivare da noi, in altri le auto sono arrivate con il carro attrezzi. Anche noi ci siamo chiesti con cosa fossero state bucate le gomme, siamo arrivati a pensare che potrebbe essere l’ago di una grossa siringa, anche se viene da ipotizzare che l’ago si potrebbe spezzare, oppure con la punta che si usa per gonfiare i palloni di cuoio», conclude il gommista.

 

La minoranza che siede in Consiglio comunale subito attacca: «Da anni ripetiamo che gli spettacolari blitz a caccia di disperati che cercano soltanto un riparo notturno sono assolutamente inutili. Il territorio si controlla rendendolo vivo con la giusta dotazione di verde e servizi; evitando di creare dei quartieri dormitorio, assicurando una presenza istituzionale costante. Un mix di politiche urbanistiche, interventi educativi sulle categorie più sensibili come gli adolescenti, e misure di sicurezza pubblica, come il vigile di quartiere, a cui la sua amministrazione non si è nemmeno avvicinata», dicono i consiglieri comunali del Pd. Mentre quelli di Traguardi: «In questi ultimi anni abbiamo assistito all’abbandono dei quartieri con un vero e progressivo fenomeno di “periferizzazione”. Il nuovo anno, infatti, si è tristemente aperto con un inasprimento di episodi di microcriminalità, diffusi soprattutto nei quartieri della città. La crescente ondata di microcriminalità porta inevitabilmente i cittadini ad interrogarsi sulla tenuta della sicurezza così come impostata dall’attuale amministrazione. Si sente parlare in questi giorni di un ampliamento delle forze di polizia dislocate nei quartieri per far fronte al fenomeno delle baby gang. Una soluzione, quella prospettata dall’assessore alla sicurezza Padovani, che rischia tuttavia di diventare l’ennesimo intervento spot volto a quietare gli animi dei residenti, quando ormai è troppo tardi».

L’assessore alla sicurezza Marco Padovani sbotta: «La sinistra veronese è come lo smemorato di Collegno, fa finta di non vedere quello che succede nelle città amministrate da loro come a Milano in piazza Duomo e si dimentica di quello che viene fatto a Verona. Invece, sanno bene che il controllo nei quartieri viene fatto ogni giorno dalle pattuglie della polizia locale in servizio nelle varie circoscrizioni, così come sanno anche che l'ordine pubblico notturno non è materia esclusiva del Comune ma di tutte le forze dell'ordine. E sanno anche che i nostri servizi sociali stanno già da tempo intervenendo nel recupero di adolescenti e a sostegno delle fasce a rischio della popolazione, azioni mirate e che hanno dato buoni frutti. In definitiva, sono loro quelli che si muovono per spot e slogan, un disco rotto che è solo strumentale».

Alessandra Vaccari