Unioni civili

Alle 15.33 in Bra
un "coro" di sveglie
per i diritti dei gay

La manifestazione in Bra (foto Marchiori)
La manifestazione in Bra (foto Marchiori)
La manifestazione in Bra (foto Marchiori)
La manifestazione in Bra (foto Marchiori)

Centinaia di sveglie e di suonerie di telefonini suonano all’unisono alle 15,33. È il momento clou della manifestazione #SvegliatiItalia svoltasi ieri in piazza Bra. Promossa dalle associazioni Lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) nelle principali città italiane a sostegno del ddl Cirinnà sulle unioni civili sul quale, il 28 gennaio, inizierà la discussione in Senato. A partire dalle 15, davanti a Palazzo Barbieri si radunano alcune centinaia di persone. «Con questa legge chiediamo il minimo sindacale dei diritti» si sente gridare al megafono. A condurre la regia è Andrea Di Martino, ex presidente del Verona Pride. Uno dei partecipanti regge un cartello con una frase di Hegel che sintetizza lo spirito dell’iniziativa. «Possiamo essere liberi solo se siamo liberi tutti».
«Chiediamo al Parlamento», spiegano i promotori, «di fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese».

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