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14.04.2019

«Agsm, alleanze ma guida a

Il nuovo cda di Agsm con il sindaco: da sinistra Mirco Caliari, Francesca Vanzo, il presidente Daniele Finocchiaro, Maurizio Giletto, Stefania Sartori, Federico Sboarina. Finocchiaro ieri ha guidato la prima seduta del cda. Alla seduta c’era un rappresentante di Pwc, l’advisor che ha formulato la proposta per il piano di Agsm, con Aim Vicenza in fase di aggregazione, e con A2A Milano e Brescia, per acquisire i rami vendita di energia e gas e la proprietà delle reti di Ascopiave Treviso. (FOTO MARCHIORI)
Il nuovo cda di Agsm con il sindaco: da sinistra Mirco Caliari, Francesca Vanzo, il presidente Daniele Finocchiaro, Maurizio Giletto, Stefania Sartori, Federico Sboarina. Finocchiaro ieri ha guidato la prima seduta del cda. Alla seduta c’era un rappresentante di Pwc, l’advisor che ha formulato la proposta per il piano di Agsm, con Aim Vicenza in fase di aggregazione, e con A2A Milano e Brescia, per acquisire i rami vendita di energia e gas e la proprietà delle reti di Ascopiave Treviso. (FOTO MARCHIORI)

Crescere. Quindi: aggregarsi con altre aziende multiservizi per pesare di più e competere meglio. Ma senza perdere il legame con il territorio veronese e la sua comunità. Inoltre, mantenere e anzi aumentare i posti di lavoro. Questo il mandato del Comune. Per questo «serve un fronte comune, perché l’Agsm è patrimonio di tutti. E per questo sento una grande responsabilità». Sono le prime parole di Daniele Finocchiaro, il manager cinquantenne - già presidente e amministratore delegato di GlaxoSmithKline e dal 2016 a capo del settore Ricerca e innovazione di Confindustria - nuovo presidente di Agsm, al 100 per cento del Comune. Finocchiaro ha guidato la prima seduta del Consiglio di amministrazione, formato anche da Mirco Caliari, di Verona Domani, nominato vicepresidente (carica che rivestiva anche nei precedenti due cda, quello guidato da Michele Croce e prima da Fabio Venturi) e poi da Francesca Vanzo, in quota alla Lega e Maurizio Giletto per Battiti, e poi per le minoranze da Stefania Sartori, del Pd. L’OBIETTIVO. Alla seduta, di quattro ore, era presente il sindaco Federico Sboarina e c’era un rappresentante di Pwc, l’advisor che ha formulato la proposta per il piano di Agsm, con Aim Vicenza in fase di aggregazione, e con A2A Milano e Brescia, per acquisire i rami vendita di energia e gas e la proprietà delle reti di Ascopiave Treviso, che li aliena. Domani scade il termine per partecipare all’operazione e Agsm, Aim e A2A hanno già presentato una lettera d’intenti non vincolante. Alla riunione era presente, in qualità di consulente, anche l’avvocato Gregorio Gitti, di Brescia. LA SCELTA. Finocchiaro, palermitano, ha sposato una veronese, ha un figlio di 19 anni e una figlia di otto. Abita ad Avesa, ma presto si trasferirà a Bure, frazione di San Pietro in Cariano, in Valpolicella. Laureato in Economia politica internazionale alla Bocconi, un master in Economia sanitaria all’Università Tor Vergata di Roma, è anche presidente del cda dell’Università di Trento. «La proposta del sindaco era molto allettante ma anche molto “rischiosa”, avendo io fatto vent’anni nell’azienda privata», spiega il nuovo presidente di Agsm, azienda con circa 1.400 dipendenti, compresi quelli di Amia, con un miliardo di fatturato e un utile di 16 milioni da dare al Comune. «Ho riflettuto tanto, poi ho pensato che nella vita si deve restituire qualcosa alla comunità e a 50 anni è il momento giusto per farlo. So che c’è davanti un percorso molto importante per Agsm, per la città, una grande sfida da affrontare insieme». Il tema centrale è subito l’operazione Ascopiave. Tanto più sulla scia delle polemiche politiche - e con il “giallo” di documenti affissi sulla bacheca di Agsm, definiti però dal sindaco falsi, su presunti rischi di perdita di posti di lavoro in Agsm - se dovesse andare in porto con Aim l’aggregazione con A2A. Anche se Sboarina ha ribadito che c’è la garanzia che i posti di lavoro verranno tutti salvati. COMPETENZA. «Do il bentornato a Verona a Daniele Finocchiaro e devo dire che da subito ho capito il suo forte legame con la nostra città e questo ci ha motivati ancora di più. Ho fatto pressing su di lui affinché accogliesse la nostra richiesta di guidare Agsm, un incarico importante in un momento fondamentale, di grandi scelte». Per questo, sottolinea, «serviva e serve una persona fortemente competente alla guida della nostra azienda principale, uno dei tanti nostri gioielli. Dobbiamo costruire insieme al management e al cda di Agsm un percorso secondo tre parametri», precisa il sindaco. PARAMETRI. Sboarina chiarisce i tre punti: «Crescere, e quindi bisogna andare veloci; mantenere l’identità di Agsm, che ha 120 anni, e il legame con il territorio, e poi mantenere e incrementare i posti di lavoro, il che è fondamentale per le famiglie dei lavoratori e per la serenità delle aziende e della comunità. Incrementare, non certo ridurre». Ma la “testa” dell’Agsm, anche in previsione di alleanze con Milano, resterà qua? «Il modello è l’Autobrennero, per la quale sono impegnato in prima persona affinché non perda il legame con i soci, cioè gli enti locali che l’anno fondata sessant’anni fa. Si cresce, dunque, mantenendo la propria identità, come ha fatto l’Autobrennero nel tempo, diventando un’eccellenza e dando utili ai soci». MERCATI NUOVI. Sono punti cardine recepiti da Finocchiaro, accostatosi all’incarico con l’atteggiamento «di chi, ora, fa domande e non dà risposte», dice lui. «Non avevo mai lavorato nelle multiutiliy, provenendo da un mercato regolamentato come quello farmaceutico, ma mi sono molto chiari i tre vincoli posti dal sindaco. Il mercato delle multiutility è in evoluzione e stare fermi vuole dire andare all’estinzione sicura. Alleanze, dunque, ma mantenendo il controllo. Non ci sarà mai una cessione di “testa” dell’azienda altrove». Intanto Paolo Rossi, presidente e consigliere comunale di Verona Domani, sottolinea la conferma alla vicepresidenza di Agsm di Mirco Caliari, ingegnere. «Contribuirà alla tutela di Agsm vista la grande conoscenza della multi-utility e delle sue dinamiche maturata sul campo in ben nove anni. La priorità di Caliari e di Verona Domani è vigilare affinché venga intrapresa una soluzione che tuteli tutti i lavoratori e conservi inalterata la centralità dell’azienda veronese». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Giardini
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