Adottare le 67 colonne così rivivono città e Arena

Il direttore generale di Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris, il sindaco Federico Sboarina, il sovrintendente Cecilia Gasdia e l'amministratore delegato di Athesis Matteo Montan FOTO ENNEVI
Il direttore generale di Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris, il sindaco Federico Sboarina, il sovrintendente Cecilia Gasdia e l'amministratore delegato di Athesis Matteo Montan FOTO ENNEVI

Insieme per l’Arena. Per Verona e per il futuro della cultura locale, italiana e internazionale. Perchè l’anfiteatro scaligero continui ad essere un simbolo per la musica in tutto il mondo anche in un periodo difficile come quello della pandemia. È un progetto unico quello presentato dalla Fondazione Arena in collaborazione con il gruppo Athesis, che mira a coinvolgere imprese, associazioni e privati in una sorta di abbraccio ideale con il monumento cittadino più famoso. Adottando idealmente una colonna o anche un singolo mattone, per sentirsi parte di un’iniziativa che vuole rilanciare l’immagine dell’anfiteatro e della sua produzione duramente colpiti dal blocco degli spettacoli per il Covid 19, che ha inciso profondamente sull’economia, sul clima psicologico e sulle aspettative verso il futuro delle attività artistiche e del tessuto economico-sociale veronese e italiano.

 

Fondazione Arena non ha rinunciato alla sua stagione lirica estiva 2021 confermandone per intero le sue date, i suoi titoli e i suoi straordinari cast ed ora ha presentato l’ambizioso progetto di fundraising e corporate membership «67 Colonne per l’Arena di Verona», realizzato in media partnership con L’Arena e con il Gruppo Athesis. Il nome suggerisce l’idea di ricostruire idealmente la cinta più esterna delle arcate areniane, distrutta nel 1117 da un terribile terremoto, grazie all’abbraccio di imprenditori, e non solo, uniti dall’amore per l’Arena, per il suo ruolo culturale in Italia e nel mondo, nell’ambito della grande campagna di Art Bonus #iosonolarena.

 

«L’Arena è il gioiello della nostra città, il tempio della musica a livello internazionale, il biglietto da visita di Verona nel mondo, e questo è il momento storico per scendere tutti in campo al suo fianco», ha affermato il sindaco Federico Sboarina che è anche presidente di Fondazione Arena, «come nel terremoto del 1117 un analogo scossone lo stiamo vivendo adesso, siamo nella fase della ripartenza dalla crisi economica e la nostra Arena deve esserne il simbolo mondiale. È il patrimonio che ogni veronese orgogliosamente sente suo perciò abbiamo ideato questa occasione di fundraising aperta a tutti. Grazie a questo meccanismo e all’Art Bonus», ha aggiunto il sindaco, «tutte le categorie economiche potranno abbracciare e sostenere la più importante realtà culturale scaligera».

 

Un’opportunità per tutti, come ha spiegato Gianfranco De Cesaris, direttore Generale di Fondazione Arena. «Il progetto basato sul meccanismo dell’art bonus, che consente di ottenere un credito d’imposta del 65 per cento nei tre anni successivi alla donazione effettuata, attiva il dialogo con il mondo imprenditoriale italiano in una nuova prospettiva. Le «67 colonne per l’Arena» saranno quindi l’occasione per raccontare molte storie di persone ed imprenditori che, attraverso il loro illuminato apporto, hanno contribuito a fare l’Italia grande nel mondo», ringraziando poi le aziende che hanno supportato comunque la Fondazione anche in questo anno così difficile.

 

A raccontare le storie di chi sosterrà l’iniziativa ci sarà L’Arena e tutti i media del nostro gruppo editoriale, come ha ricordato l’amministratore delegato di Athesis, Matteo Montan. «Siamo orgogliosi di essere stati coinvolti dalla Fondazione Arena in questo bellissimo progetto per la città, è un importante riconoscimento al nostro impegno quotidiano di editore-istituzione e di media company del territorio», ha sottolineato Montan: «Nei prossimi mesi racconteremo l’iniziativa, i suoi protagonisti, le loro storie, non solo sulle pagine de L’Arena ma su tutte le nostre testate per arrivare al cuore di ogni persona che ama questa straordinaria città». 

Luca Mazzara

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