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27.05.2020

Addio a Idelmo,
autista di Bossi
e per 10 anni di Tosi

Idelmo Benedetti davanti all'ufficio di Tosi
Idelmo Benedetti davanti all'ufficio di Tosi

Dalla sua Lessinia scendeva, insieme alla figlia Katia, ormai solo per vendere nei mercatini a chilometro zero formaggi e salumi del suo agriturismo di Provalo, a Ronconi di Sant’Anna d’Alfaedo, dove abitava con la moglie Sara. Da tempo, infatti, conduceva una vita lontana dai riflettori, sotto i quali aveva pure imparato a defilarsi per trent’anni di vita politica italiana di cui ora porta per sempre con sé chissà quanti segreti retroscena.

 

Oggi alle 15 ci sarà l’ultimo saluto al Santuario di Telepace a Cerna. A tradire Idelmo Benedetti, a soli 60 anni, è stato un cuore malandato da tempo. In città, durante i dieci anni da sindaco di Flavio Tosi, di cui è stato autista e inseparabile “angelo custode“, Idelmo era diventato una figura familiare.

«Un amico di lunghissima data, lo conoscevo da trent’anni. Dietro l’apparenza di montanaro tipico, dai modi burberi, era un uomo buono». Così lo ricorda l’ex sindaco. «E un grande lavoratore, instancabile», aggiunge, «che sapeva reggere i miei ritmi allucinanti».

Militante della prima ora della Lega Nord (era stato anche segretario del partito a Sant’Anna), non volle però rinnegare l’amico Flavio dopo la rottura con Matteo Salvini e lo seguì nella sua nuova avventura politica. Con l’ex enfant prodige del Carroccio condivideva, oltre agli ideali politici, anche la passione per la caccia... e per la velocità con cui, in autostrada, abbatteva qualsiasi ostacolo spazio-temporale. Grazie alla sua abilità al volante, nel dicembre 2012 l’allora sindaco uscì illeso da un pauroso incidente in provincia di Pisa.

 

Era anche un abilissimo cercatore di funghi e di “vescie“ in particolare. Stabilì il suo record con un esemplare di quasi cinque chili.

Prima di salire la scalinata di Palazzo Barbieri al fianco di Tosi, nel 2007 vincitore delle sue prime elezioni amministrative, Idelmo era stato per dieci anni il fedelissimo autista di Umberto Bossi. Fino al 7 marzo 2004. Quattro giorni prima dell’ictus che colpì il Senatur era passato al servizio del sottosegretario Aldo Brancher, che poi sarà l’artefice dell’accordo nel centrodestra sulla candidatura di Tosi a sindaco.

 

 

Enrico Santi
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