SANITÀ. La vita si allunga e i ricoveri aumentano del 200 per cento. La risposta di azienda ospedaliera e università

A Borgo Trento
il centro per
invecchiare bene

Il rettore Nicola Sartor al centro tra il dg dell’azienda ospedaliera Cobello e l’assessore Coletto MARCHIORI
Il rettore Nicola Sartor al centro tra il dg dell’azienda ospedaliera Cobello e l’assessore Coletto MARCHIORI

Lorenza Costantino

Invecchiare si deve: nessuno ha ancora scoperto un miracoloso elisir di lunga vita. Ma «come» si invecchia fa la differenza.

Buona parte della gente - un quarto, dicono le statistiche - è nata prima degli anni Cinquanta. Grazie alla medicina l’aspettativa di vita è aumentata (84 anni per le donne; 79 per gli uomini). Ma questo «bonus», in realtà, è molto spesso rovinato da malattie croniche e disabilità.

«Negli ultimi sei anni, l’ospedalizzazione delle persone con più di 65 anni è aumentata vertiginosamente di oltre il 200 per cento», spiegano Mauro Zamboni, direttore della sezione di Geriatria dell’Università, e Vincenzo Di Francesco, primario di Geriatria A all’ospedale di Borgo Trento.

Oggi, quindi, medici e ricercatori di tutto il mondo rincorrono un nuovo obiettivo: aumentare quanto più possibile gli anni in salute e autosufficienza. Sul tema, Verona fa un balzo in avanti. Primo in Italia nel suo genere, debutta in città l’Healtly Aging Center (Centro per l’invecchiamento in salute). Una «creatura» che ha per genitori l’Azienda ospedaliera e l’Università, e per sede la Geriatria di Borgo Trento (anche se verrà trasferito in Borgo Roma appena sarà pronto il nuovo blocco del Policlinico, di cui diverrà un pilastro).

Ne sono coordinatori proprio Zamboni e Di Francesco, che spiegano: «A Verona esistono già esperienze di valore che bisogna condividere, come lo studio sugli effetti dello sport in età avanzata condotto su mille anziani dal dipartimento di Scienze Motorie. Dobbiamo approfondire anche l’alimentazione».

L’Healtly Aging Center permette ai vari specialisti - per esempio oncologi, neurologi, cardiologi, esperti di nutrizione e di attività fisica - di «parlarsi di più», trattando ogni caso da vari punti di vista.

Alla presentazione, l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, commenta: «Primi in Italia, intraprendiamo un percorso virtuoso che ha come fine il “buon invecchiamento“ per migliorare la qualità di vita di tutti».

«Ci è venuta questa idea: mettere insieme competenze che esistono già per ottenere risultati nuovi», aggiunge il rettore Nicola Sartor. «E subito l’Azienda ospedaliera e la Regione hanno aderito».

Francesco Cobello, direttore generale dell’Azienda ospedaliera, ricorda altre equipe multidisciplinari create per sviluppare nuove e migliori cure, «come la nostra Brest unit per la cura del tumore al seno. Gli approcci a 360 gradi servono, poi, a ridurre gli sprechi e la quantità di farmaci assunti».

Chiara Bovo, direttore sanitario, annuncia: «Al mondo esistono pochi dipartimenti di questo tipo, e noi abbiamo l’ambizione di confrontarci con loro. Non faremo solo assistenza, ma anche ricerca scientifica e didattica».

Sono questi, infatti, i tre filoni su cui il Centro lavorerà, come confermano Zamboni e Di Francesco.

Lorenza Costantino