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15.11.2019

Cocaina e hashish, arrestato 32enne

Una pattuglia del Norm che ha effettuato l’arresto
Una pattuglia del Norm che ha effettuato l’arresto

Aveva ricavato nella lavanderia della casa a schiera di Santo Stefano di Zimella dove vive con i genitori e la sorella una sorta di bazar della droga da smerciare ai tossicodipendenti della Bassa. R.B. - un cittadino marocchino di 32 anni, regolare in Italia, con precedenti di polizia - non aveva fatto però i conti con l’indagine avviata dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago, che da qualche tempo lo tenevano d’occhio e monitoravano i suoi spostamenti. Oltre che con l’infallibile fiuto di un pastore tedesco dell’unità cinofila dell’Arma di Torreglia (Padova). Il giovane operaio, che nel tempo libero si trasformava in pusher, è stato infatti scoperto ed arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione - messa a punto nell’ambito dei servizi specifici predisposti sul territorio dal capitano Lucio De Angelis proprio per contrastare il commercio e il consumo di droghe soprattutto tra i giovanissimi - è scattata mercoledì mattina in via Roma, lungo la strada principale del paese. Erano le sette quando gli uomini del maresciallo maggiore Roberto Zanoli hanno fatto irruzione nell’abitazione del giovane che in quel momento si trovava ancora a letto. A quel punto è scattata la perquisizione con l’ausilio del cane appositamente addestrato per recuperare sostanze stupefacenti. E nello sgabuzzino affacciato sul cortile esterno i sospetti dei militari nei confronti dell’operaio hanno preso forma. All’interno di un armadio è stato infatti rinvenuto un secchiello in cui il 32enne aveva occultato 35 grammi di cocaina, 12 dei quali già suddivisi in dosi mentre i restanti ancora in sasso. Nel corso del controllo, i militari del Norm, che quest’anno hanno già smantellato nella Bassa un giro di droga da parecchie migliaia di euro, hanno sequestrato anche 36 grammi di hashish e 50 grammi di sostanza da taglio. Oltre a tre bilancini di precisione e materiale per confezionare le dosi. Tanto è bastato per trasferire seduta stante l’operaio marocchino al Comando di San Pietro di Legnago dove è stato sottoposto agli accertamenti di rito e dichiarato in arresto. Quindi, su disposizione del magistrato di turno, la dottoressa Silvia Facciotti della Procura scaligera, R.B. ha trascorso il resto della giornata e la notte successiva in camera di sicurezza. Ieri mattina è comparso in tribunale a Verona per la direttissima davanti al giudice Camilla Cognetti che ne ha convalidato l’arresto. Il giovane di Santo Stefano di Zimella ha patteggiato una condanna ad un anno di reclusione (pena sospesa) e 900 euro di multa. Al termine è stato rimesso in libertà. L’operazione messa a punto questa settimana nell’Adige Guà dal personale del Norm va ad aggiungersi a quelle che dallo scorso gennaio ad oggi hanno permesso ai carabinieri di Legnago di sequestrare oltre due chili di cocaina, destinata soprattutto ai «colletti bianchi» della zona, 84 chili di hashish, centinaia di piante di cannabis e 300 grammi di eroina. Una droga, quest’ultima, che ha mietuto negli anni Ottanta decine di vittime anche nella nostra provincia sia per overdose che per malattie legate allo scambio di siringhe infette. E che da qualche tempo è tornata prepotentemente in voga, specie tra i più giovani. Con la differenza però che ora i consumatori del più potente fra gli oppiacei preferiscono bruciarla ed inalarne i fumi anziché iniettarsela in vena, secondo la variante definita dagli esperti «chasing the dragon» (inseguire il dragone) e chiamata semplicemente cinese. Un consumo agevolato dal prezzo che, al contrario della coca riservata alla fascia degli ultraquarantenni con una certa disponibilità economica, è a portata di tutte le tasche. •

Stefano Nicoli
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