per tagliare i consumi

Caro energia, sempre più comuni decidono di tagliare l'illuminazione notturna

Dopo Albaredo, anche Terrazzo e Villa Bartolomea decidono di spegnere l'illuminazione pubblica di notte
Una cittadina al buio
Una cittadina al buio
Una cittadina al buio
Una cittadina al buio

Albaredo fa scuola nella Bassa. E anche Terrazzo e Villa Bartolomea restano totalmente al buio durante la notte per risparmiare sui consumi, e quindi sulla spesa, per l’energia elettrica. Dopo il Comune apripista, che già ai primi di agosto aveva deciso di spegnere i lampioni nelle ore notturne per fronteggiare costi energetici sempre più alti (il provvedimento era entrato poi in vigore ai primi di settembre ndr), lo stop all'illuminazione pubblica notturna è arrivato anche in altri due paesi della pianura scaligera: Terrazzo, che da più di un mese lo sta sperimentando per quattro ore, e Villa Bartolomea, che adotterà invece questa soluzione, da mezzanotte e mezza alle 5.30, a partire da stasera, lunedì 17 ottobre. 

 

Il costo dell'energia 

 L’obiettivo è lo stesso perseguito, tra mille proteste dei residenti culminate addirittura in una raccolta di firme, dalla Giunta albaretana del sindaco Giovanni Ruta: ridurre il più possibile i costi per non essere costretti poi a far pesare i rincari di spesa sulle tasche dei cittadini. Lo spegnimento, che il Comune di Villa Bartolomea ha fissato per ora fino al prossimo 31 dicembre, interesserà l'intero territorio, vale a dire tutte le strade di capoluogo e frazioni.

La decisione, comunicata ai cittadini con un avviso pubblico pubblicato sul sito Web e sui canali Social istituzionali, è stata presa dalla Giunta guidata dal sindaco Andrea Tuzza in seguito ad un confronto con Corrado Pesarin, comandante della Polizia locale, con il responsabile dei servizi finanziari municipali, con i capigruppo consiliari ed il gestore degli impianti di pubblica illuminazione, la società Agsm Aim Smart Solution. 

 

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Villa Bartolomea spegne la luce

«Nonostante il ricorso a risorse straordinarie stanziate anche a livello locale», spiega Tuzza, «per il Comune è impossibile, malgrado tutta la buona volontà, far fronte al sensibile innalzamento dei costi energetici. Il canone è passato infatti da 221mila a 364mila euro all’anno. Ci ritroviamo quindi con 143mila euro in più da pagare. Di questi, 59mila siamo riusciti a recuperarli grazie ai vari decreti energia, altri 30mila li abbiamo attinti dal nostro avanzo di bilancio ed altri 25mila raschiando nei vari capitoli. Ma questa manovra è insufficiente».

«Per far quadrare i conti», prosegue il sindaco, «ne occorrono ulteriori 29mila, che otteniamo con una serie di operazioni, tra cui per l'appunto lo spegnimento della pubblica illuminazione in quella fascia oraria. Si tratta quindi di una decisione obbligata ed attuata per evitare di creare disavanzo ed un conseguente aumento delle tasse comunali. Va comunque precisato che, nel caso in cui arrivassero altri decreti aiuti, ci attiveremo per rimodulare o addirittura annullare il provvedimento in questione».
La spesa per l'illuminazione non è certo l'unica ad essere aumentata. «Purtroppo», rimarca Tuzza, «con l’arrivo del periodo invernale, e quindi del freddo, ci troveremo ad affrontare i costi del riscaldamento a metano che non sappiamo ancora in che misura impatteranno sulle nostre casse. Dobbiamo perciò correggere ora ciò che conosciamo già, in modo da affrontare meglio una situazione che si preannuncia molto negativa». Lo spegnimento notturno dei lampioni non avrà comunque alcuna conseguenza sull'efficienza del sistema di videosorveglianza: le telecamere sono infatti dotate di sensori all'infrarosso in grado di garantire il funzionamento nell'oscurità. 

 

Terrazzo spegne la luce

Anche il paese della mela ha ritenuto opportuno percorrere la strada del contrasto al caro energia, con cui sono alle prese tutti i municipi, spegnendo i lampioni di capoluogo e frazioni, dalle due alle sei di notte. «Con questa fascia oraria andremo avanti sino a fine mese», sottolineano il vicesindaco Andrea Visentin e il consigliere Matteo Degani, «salvo poi modificarla in base all'entrata in vigore dell'ora solare.

La decisione di spegnere l'illuminazione, presa con un atto di indirizzo della Giunta e accolta anche dalle minoranze consiliari, dovrebbe garantire all’ente, in previsione, un risparmio di circa il 40 per cento». 

Elisabetta Papa