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14.08.2020 Tags: Legnago

Via Trieste, altro sgombero dei locali

La Polizia locale in via Trieste per lo sgombero dell’edificio
La Polizia locale in via Trieste per lo sgombero dell’edificio

Occupano abusivamente uno stabile in disuso e vengono denunciati. Ieri mattina la Polizia locale del distretto «Basso Adige» è intervenuta per la seconda volta in meno di un mese, in un fabbricato privato, comprensivo di casa, due appartamenti e negozio, chiuso da decenni in via Trieste, alle porte di Legnago. A differenza dell’ultimo sopralluogo, quando gli occupanti riuscirono a fuggire alla vista dei vigili urbani, stavolta i sei agenti del comando di via Matteotti, coordinati dal vicecommissario Franco Adami, sono riusciti a scovare tre senza fissa dimora che, con l’ausilio di una scala, erano entrati da una delle finestre non ancora sigillate sul retro, trasformando lo stabile in un riparo di fortuna. L’intervento è iniziato alle 8 ed è avvenuto alla presenza del sindaco Graziano Lorenzetti, dell’assessore alla Sicurezza Luca Falamischia e del consigliere delegato ai rapporti con la Polizia locale Mattia Lorenzetti. Gli agenti, dopo esser entrati nell’edificio, hanno perlustrato l’interno, trovando nascosti nello scantinato tre senza fissa dimora, tutti originari del Marocco. Nello specifico si tratta del 32enne A.G., unico ad essere in possesso di un permesso di soggiorno regolare, del 18enne A.A. e del 27enne A.B., entrambi irregolari. La Polizia locale, giunta con tre mezzi, dopo aver avvisato la magistratura, ha quindi proceduto con l’identificazione dei tre, appoggiandosi, per la fotosegnalazione, alla sede della Compagnia dei carabinieri di Legnago. Nei confronti dei tre, la proprietà dello stabile ha presentato denuncia-querela per invasione di edificio privato, un reato che viene punito con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 a 1.032 euro. A.A. ed A.B. sono stati pure denunciati per violazione della legge sull’immigrazione. La polizia locale ha requisito tre biciclette presenti sul posto e la scala utilizzata dagli abusivi per entrare nell’edificio. Muratori incaricati dai privati hanno proceduto quindi a sigillare nuovamente gli accessi del fabbricato. «L’unica arma a nostra disposizione», sottolinea Luca Falamischia, assessore alla Sicurezza, «è proprio quella di "disturbare" mediante azioni mirate, come questa, chi, con la propria presenza, crea disturbo ai residenti». •

F.T.
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