«Valerio mi hai salvata Ora aiutami a vivere»

Valerio Caridi
Valerio Caridi
Valerio Caridi
Valerio Caridi

«Non ho mai perso conoscenza in quei terribili istanti che mi hanno rubato per sempre Valerio. E non potrò mai cancellare dalla mente il suo ultimo gesto d’amore prima di morire sul colpo su quel tratto di statale della Val Pusteria, che avevamo percorso assieme tante volte in sella alla moto che ci aveva fatto incontrare e innamorare otto anni fa». Valentina Giannerini, la compagna 37enne del maresciallo maggiore dei carabinieri Valerio Caridi, in servizio da un anno e mezzo alla stazione di Oppeano, trova la forza di ripercorrere la scena drammatica dell’incidente in cui domenica è rimasta coinvolta assieme al militare 50enne. Una disgrazia che ha gettato nella disperazione due famiglie: quella di sangue e quella dell’Arma. «Prima che la moto finisse contro il furgone che ci siamo trovati improvvisamente davanti, Valerio mi ha guardato un istante negli occhi, poi ha avuto l’istinto di accompagnare con la sua lunga esperienza la Kawasaki in quell’inevitabile impatto per farmi da scudo e proteggermi con il suo corpo», prosegue la donna, office manager in un importante studio legale di Verona, con la quale Caridi viveva a San Pietro in Cariano». «Non mi ha salvato solo la vita», aggiunge con la voce strozzata dal dolore la professionista originaria di Bologna e cresciuta a Roma, «ma anche la salute visto che me la sono cavata con un paio di microfratture e sono già uscita dall’ospedale di Bressanone». Ed oggi Valentina raggiungerà la chiesa di Castelbaldo, il Comune della Bassa padovana, dove Caridi, originario di Taurianova (Reggio Calabria) era stato comandante della stazione dell’Arma dal 2000 al 2019 prima di prendere servizio ad Oppeano. E dove, alle 15, verrà salutato per l’ultima volta con il picchetto militare d’onore, il lancio di palloncini colorati e il rombo delle moto dei tanti amici centauri con cui la coppia ha condiviso molte escursioni spensierate. A cominciare da Carla e Gianluca con cui avevano deciso di trascorrere l’ultimo weeekend in Alto Adige finito in tragedia. Nel piccolo centro ai confini con Verona e Rovigo il maresciallo maggiore, oltre a svolgere due terzi della sua carriera trentennale, aveva infatti vissuto a lungo con i figli Andrea e Marco, rispettivamente di 22 e 21 anni, entrambi studenti universitari, e con la moglie Chiara dalla quale si era separato ma con cui aveva mantenuto ottimi rapporti. «Eravamo e siamo una famiglia allargata che si è sempre rispettata e voluto bene», confida Valentina, «Valerio stravedeva per i suoi figli, due bravissimi ragazzi a cui sono anch’io molto affezionata». E questa armonia sarà un grande conforto nel giorno dell’addio al militare calabrese a cui saranno presenti anche molti colleghi delle Compagnie di Este e Legnago. Un giorno scandito dal dolore e dallo strazio del distacco, che riunirà a Castelbaldo anche la famiglia d’origine del maresciallo maggiore arruolatosi a 18 anni e arrivato a collezionare importanti risultati sin dai primi incarichi espletati nei reparti antidroga in Sicilia. Mamma Angela non c’è l’ha fatta per motivi di salute a partire dalla Calabria per dare l’ultimo abbraccio al suo terzogenito. Ma ci saranno papà Domenico, i fratelli Cosimo, Giovanni e Massimiliano oltre ai familiari di Valentina. La quale non si dà pace per il dramma che le ha sconvolto la vita e sul quale sta indagando il pm della Procura di Bolzano Andrea Sacchetti. «Spero solo che Valerio», conclude la 37enne, «mi dia ora la forza per andare avanti, quello che è successo ha ammazzato anche me, avevamo tanti progetti e pensavamo di sposarci. Ora, purtroppo, è tutto finito». •.

Stefano Nicoli

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