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28.05.2020

Transpolesana, è allarme animali

Uno dei 90 segnali collocati dall’Anas sulla 434 per segnalare la presenza di animali selvatici DIENNEFOTO
Uno dei 90 segnali collocati dall’Anas sulla 434 per segnalare la presenza di animali selvatici DIENNEFOTO

Non bastassero le buche, sulla Transpolesana sono sempre più frequenti anche caprioli, volpi e cinghiali. Tanto che, in questi giorni, segnali stradali di pericolo relativi ad animali allo stato selvatico vaganti sono spuntati lungo tutti i 50 chilometri della statale 434 che attraversano il Basso Veronese, collegando Verona a Rovigo. In questa tratta, finora, le uniche insidie a cui automobilisti, motociclisti e camionisti dovevano prestare attenzione erano gli avvallamenti della pavimentazione stradale. A giustificare la collocazione dei cartelli in questione, eseguita dall’Anas, sono stati gli impatti più o meno violenti tra veicoli e bestie selvatiche registrati negli ultimi anni. L’ultimo incidente di una certa consistenza risale allo scorso agosto, quando un capriolo, a notte fonda, balzò in strada incurante del passaggio dei veicoli all’altezza dell’uscita di Cerea, in direzione di Rovigo. Tanto che un’auto condotta da un 35enne di San Pietro di Legnago venne colpita in pieno dall’animale in fuga. L’impatto, fortunatamente, non causò ferite all’automobilista e all’amico seduto al suo fianco. È andata invece peggio alla sua auto, che riportò danni per oltre tremila euro. Proprio l’attraversamento ricorrente delle quattro corsie, due dirette a Verona e le altre a Rovigo, da parte della fauna selvatica ha quindi costretto a correre ai ripari la società del Gruppo Fs Italiane che gestisce gli 80 chilometri d’asfalto racchiusi tra il Veronese e il Rodigino. La società ha appena terminato l’installazione dei segnali di «pericolo di animali selvatici vaganti», che riportano un cervo sagomato, ad ogni svincolo. I conducenti hanno notato con un po’ di curiosità questi nuovi cartelli, poiché si trovano solitamente lungo le strade di montagna o vicino alle riserve naturali. «Tra il 2019 e questi primi mesi del 2020», scrivono i funzionari dell’Anas in una nota, «nei territori provinciali di Verona e Rovigo sono già stati installati 90 cartelli di questa tipologia. Tale segnaletica ha lo scopo di migliorare la circolazione, mettendo al corrente i conducenti del rischio di collisione la fauna selvatica». I tecnici di Anas confermano una presenza sempre più frequente di bestie selvatiche in superstrada. «Il provvedimento», sottolineano, «è stato preso a seguito di incidenti e al ritrovamento ricorrente, in prossimità della strada, di esemplari investiti di daini, caprioli, volpi e cinghiali». Per quanto riguarda il tratto di statale che serve la pianura veronese, vi è un’ampia casistica di scontri seri tra veicoli e animali rilevati negli ultimi anni. Uno dei più consistenti avvenne nel dicembre 2013 tra un cinghiale e un Suv fra Villa Bartolomea e Legnago, lungo la corsia che conduce a Verona. In quel caso l’impatto fu letale al mammifero, un esemplare adulto del peso di un quintale, stramazzato al suolo dopo una ventina di metri. Dal canto suo, il conducente della Fiat 16, un 52enne bresciano, era rimasto illeso ma si era ritrovato con la parte anteriore del veicolo completamente distrutta. Tra il 2018 e il 2019, invece, gli automobilisti, in varie occasioni hanno dovuto fare i conti con alcuni cani che, sfuggiti ai loro padroni, si sono messi a scorrazzare tra gli svincoli di Roverchiara e San Pietro di Morubio. Il primo febbraio 2019, inoltre, un pastore tedesco adulto era stato investito e ucciso da un’auto all’altezza dello svincolo di Palesella di Cerea, in direzione di Verona. Pure il blocco degli spostamenti imposto dal Coronavirus ha avuto effetti sulla fauna locale. A marzo, in pieno «lockdown», è stata addirittura avvistata, nell’area di San Pietro di Morubio in direzione di Verona, qualche gallina che, approfittando del traffico praticamente assente, si era spostata fin sulla Transpolesana per mangiare indisturbata l’erba al margine della carreggiata. •

Fabio Tomelleri
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