Strage nel Padovano

Tragico schianto contro un camion, muoiono quattro persone: giallo sull'auto veronese in cui viaggiavano

I soccorritori al lavoro per cercare di salvare le persone coinvolte nell'incidente
I soccorritori al lavoro per cercare di salvare le persone coinvolte nell'incidente
I soccorritori al lavoro per cercare di salvare le persone coinvolte nell'incidente
I soccorritori al lavoro per cercare di salvare le persone coinvolte nell'incidente

Una manovra improvvisa, netta. Un'invasione della corsia opposta, fatta molto probabilmente ad alta velocità, prima dell'inevitabile impatto con un camion che sopraggiungeva dall'altra direzione. Il sangue è tornato a scorrere lungo la Strada statale 53, a San Pietro in Gù, nel padovano, a poche centinaia di metri dal confine con il territorio berico, più precisamente con il Comune di Bolzano Vicentino.

Ieri pomeriggio, poco dopo le 16.30, un violentissimo frontale tra un'autovettura e un camion, ha causato la morte di quattro persone e il grave ferimento di altre due. Per tutto il resto del pomeriggio, il tratto di Statale è rimasto completamente chiuso al traffico, generando non pochi e inevitabili disagi ai numerosi veicoli che transitano quotidianamente lungo l'arteria Postumia, soprattutto il venerdì sera. La dinamica del sinistro è ancora al vaglio delle forze dell'ordine, ma grazie alle testimonianze raccolte non è difficile capire cosa abbia causato l'incidente mortale. La vettura, una Fiat Multipla, con a bordo sei uomini nordafricani, stava percorrendo la Statale 53 in direzione di Vicenza. Sembra che l'autista, che probabilmente viaggiava a velocità sostenuta, non si sia accorto della colonna di macchine che, a causa del traffico, si era formata di fronte a lui lungo l'arteria stradale. Sempre secondo le prime ricostruzioni, l'uomo al volante avrebbe così cercato di evitare all'ultimo momento l'impatto con le macchine ferme in colonna, sterzando bruscamente e all'improvviso.

La Multipla è dunque finita nella corsia opposta della carreggiata dove, in quel momento, stava sopraggiungendo un autoarticolato, guidato da Manuel Toffan, 43 anni, di Romano D'Ezzelino. Inevitabile l'impatto che, come dimostrano gli evidenti danni riportati dall'autovettura, è stato particolarmente violento. La Fiat è andata sbattere contro la parte sinistra del bilico, finendo parzialmente schiacciata sotto la ruota del camion, per poi concludere la sua corsa sul ciglio della strada, con la parte sinistra della vettura completamente distrutta. Immediata la chiamata, da parte dei presenti, ai sanitari del Suem, arrivati assieme alla forze dell'ordine. Sul luogo del sinistro, in pochi minuti, sono arrivati i medici con due ambulanze e l'elisoccorso. Per regolare il traffico e per fare i rilievi dell'incidente, sono invece intervenuti gli agenti della polizia statale e i carabinieri.

La situazione, ai soccorritori, è subito parsa drammatica. Due dei sei uomini a bordo della Fiat sono infatti morti sul colpo. Altri due, invece, sono stati trasportati d'urgenza con l'elisoccorso a causa delle gravissime ferite riportate, uno all'ospedale di Vicenza, l'altro invece al nosocomio di Padova. Gli altri due, feriti anche loro, sono invece stati portati in ambulanza negli ospedali di Cittadella e di Camposampiero. Poche ore dopo l'incidente, anche i due feriti più gravi sono deceduti. Ancora da accertare le identità dei sei automobilisti: sembra infatti che i sei uomini nordafricani, fossero tutti sprovvisti di documenti, rendendo così difficile la loro identificazione. La Fiat Multipla, sembrerebbe invece intestata a un uomo residente a Cologna Veneta, nel veronese. Un grande spavento ma nessuna ferita, fortunatamente, per Toffan: il camionista vicentino, che lavora per la ditta Autotrasporti Cusinato Renato, di San Pietro in Gù, la cui sede è situata a un chilometro dal luogo dell'incidente, è rimasto praticamente illeso. Inevitabili, come detto, i disagi al traffico. Il tratto di Statale coinvolto nel sinistro, è infatti rimasto chiuso per diverse ore in entrambe le direzioni. I mezzi, tra in quali molti camion, sono stati deviati lungo le arterie secondarie.

Marco Marini