SCONTRO FRONTALE

Tragico incidente nel Padovano, abitavano a Cologna Veneta le quattro persone morte

È stato identificato solo l’uomo che era alla guida: un 22enne: l’auto era di una cooperativa
Il tragico incidente nel Padovano. La casa di via Predicale dove vive il 32enne ferito
Il tragico incidente nel Padovano. La casa di via Predicale dove vive il 32enne ferito
Il tragico incidente nel Padovano. La casa di via Predicale dove vive il 32enne ferito
Il tragico incidente nel Padovano. La casa di via Predicale dove vive il 32enne ferito

Iniziano a dissiparsi le ombre sul tragico incidente stradale avvenuto venerdì pomeriggio a San Pietro in Gu (Padova), che è costato la vita a quattro cittadini magrebini. Tutti domiciliati, in base ad una ricostruzione in attesa di conferme, nel Colognese. Ma il mistero rimane comunque ancora fitto. Solo ieri sera gli inquirenti sono riusciti a dare un nome, in base alla fotocopia della patente di guida marocchina che aveva in tasca, al conducente della Fiat Multipla schiantatasi contro un camion.

Si tratta di Assaoui Soufiane, di 22 anni, di cui è sconosciuta però la residenza. Di pari passo, la Polstrada di Padova è riuscita a risalire alle generalità dei due loro connazionali rimasti feriti nello spaventoso schianto. Si tratta di A.A., nato nel 1982, e di M.Z., classe 1990. Entrambi sono ricoverati nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Cittadella (Padova) ma fortunatamente le loro condizioni stanno migliorando e non sono in pericolo di vita.

Il racconto. Ieri pomeriggio, in via Predicale, a Cologna Veneta, dove M.Z. vive assieme ad alcuni parenti, a provare a dare qualche risposta a quello che è successo sulla striscia d’asfalto ai confini con la provincia di Vicenza ci ha provato un cugino del 32enne affiancato dal fratello del ferito, che però non parla l'italiano. «Era partito alle quattro del mattino da casa, dove era venuto a prelevarlo in auto un nostro connazionale che non conosco. Lavorava in campagna o andava a scaricare polli, in base alle richieste, ma non so proprio in quale località fosse diretto venerdì perché cambiava sempre luogo di lavoro», spiega il cugino, ancora visibilmente scosso, in un italiano frammentario.

«L’altra sera siamo corsi subito in ospedale ma era ancora sotto choc e non ha saputo dirci nulla. Questa mattina (ieri per chi legge ndr) siamo tornati a trovarlo, gli abbiamo comunicato che nell'incidente sono morte quattro persone, ma lui non ricorda quasi nulla, è ancora molto confuso, per fortuna non ha riportato gravi ferite e speriamo di riportarlo presto a casa». Il cugino di M.Z. riferisce, inoltre, che i quattro connazionali morti nell’impatto «vivono tutti in zona, tra Cologna e il circondario, ma li conosco solo di vista». «Sono persone che non frequentiamo e di cui non sappiamo nemmeno il nome, ci si saluta solo quando ci si incrocia per strada», aggiunge l’uomo.

L’incidente. Il drammatico schianto è avvenuto poco dopo le 16 lungo la statale 53 Postumia. Uno scontro frontale tra un camion e la Fiat Multipla con a bordo i sei stranieri, che ha ridotto l'auto ad un groviglio di lamiere. Due magrebini hanno perso la vita sul colpo, per altri due le speranze di strapparli ad un crudele destino si sono infrante dopo la corsa in ospedale. I tentativi di rianimarli si sono rivelati purtroppo inutili nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori. Sulla dinamica del frontale indaga la Polstrada di Padova con i colleghi del distaccamento di Piove di Sacco.

E sempre la Polizia è impegnata in queste ore negli accertamenti necessari a risalire all'identità delle tre vittime ancora ignote. E a complicare le indagine c’è il fatto che erano prive di documenti al pari del conducente identificato solo grazie alla fotocopia di una patente di guida conseguita nel suo Paese d’origine. Gli accertamenti Ieri i poliziotti si sono recati nell’obitorio dell’ospedale di Cittadella per prendere le impronte digitali ai tre magrebini per vedere se in passato erano stati fotosegnalati dall'autorità e se sono quindi presenti nel date base delle forze dell’ordine.

Tuttavia prima di lunedì difficilmente si saprà qualcosa. La Multipla su cui si trovano a bordo i sei lavoratori, probabilmente irregolari, stando alle verifiche delle forze dell'ordine è risultata intestato ad una cooperativa. Si tratta della «Emma Group» con sede in via Predicale a Cologna Veneta, proprio a poca distanza dalla casa che ospita il 32enne ferito. Ma stando ai residenti del quartiere non si vede nessuno da mesi. Nel frattempo, i familiari si augurano che M.Z. venga dimesso in fretta. «Mio cugino si trova in Italia da circa un anno. Lavora con grandi sacrifici per aiutare i familiari che sono in Marocco, ai quali spedisce ogni volta che può i soldi che guadagna faticando sui campi o scaricando polli», conclude il parente.

Francesco Scuderi