Terremoto nella Lega Falco attacca i vertici

Simone Falco
Simone Falco

È una vera e propria guerra politica quella tra la Lega nogarese e i vertici provinciali del partito di Salvini. Oggetto del contendere tra Simone Falco, segretario locale del Carroccio e consigliere comunale di minoranza, e la segreteria veronese sono le modalità usate per far entrare nel partito il sindaco Flavio Pasini. «Con questa mossa imposta dall’alto», ha spiegato Falco in un’affollata conferenza stampa, «si aprono scenari politici nuovi che fino a pochi giorni fa erano impensabili per Nogara. Siamo di fatto ad iniziare la campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco fissata per il prossimo anno». L’esponente leghista, sempre più in rotta di collisione con il movimento al punto da ipotizzare il commissariamento della sua segreteria o addirittura una sua espulsione per non essersi adeguato al volere del partito, ha annunciato, senza mezzi termini, che alle prossime elezioni comunali vi sarà un candidato di ispirazione leghista voluto dalla base che si contrapporrà a Pasini, indicato invece dalla segreteria veronese e regionale del Carroccio. «Il centrodestra nogarese», ha detto Falco, «conta a Nogara tremila elettori e noi cercheremo di intercettare questi voti alleandoci con le forze dello schieramento che non si riconoscono in Pasini e nella sua maggioranza». Il segretario locale intende quindi sfidare i vertici leghisti annunciando di non voler rispettare le scelte fatte dalla segreteria veronese . «Il partito ci ha praticamente snobbato», ha accusato Falco, «abbiamo sempre allestito gazebo, raccolto firme, fatto campagna elettorale per i nostri candidati e il ringraziamento è stato quello di imporci Pasini come nuovo leghista. Io non ci sto proprio a questi giochi e resterò in minoranza in attesa che il mio partito prenda provvedimenti contro di me». A dire il vero, il gelo tra la segreteria veronese e Falco c’era già da mesi, da quando cioè l’esponente leghista aveva iniziato a pubblicare sui social numerosi video sarcastici che lo vedevano nelle vesti di un frate cappuccino. Sembra infatti che i responsabili del partito si siano particolarmente irritati nel vedere il segretario con il saio addosso e si siano quindi mossi per trovare una figura maggiormente rappresentativa come appunto il sindaco Pasini. •

Riccardo Mirandola