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15.09.2020 Tags: Legnago

Superata la prova della ripartenza «Ma ci manca il compagno di banco»

Uscita dei ragazzi dal Silva-Ricci in mezzo all’ingorgo di autoL’uscita degli studenti della scuola media Frattini a Legnago FOTO DIENNE
Uscita dei ragazzi dal Silva-Ricci in mezzo all’ingorgo di autoL’uscita degli studenti della scuola media Frattini a Legnago FOTO DIENNE

Prova di ripartenza superata ieri mattina nelle scuole di Legnago. Tra ingressi ed uscite scaglionati, orari diversificati, mascherine, percorsi interni obbligati, gel igienizzante, banchi singoli e distanziati, ricreazione a turni e qualche lezione all’aperto, la macchina organizzativa predisposta da ciascun istituto sembra aver retto senza particolari problemi. Gli orari differenziati, sia in ingresso che in uscita, hanno dato sicuramente una mano nell’evitare affollamenti così come il fatto che alcune classi ieri non fossero in presenza, ma collegate con la didattica digitale integrata. Nonostante ciò, al termine delle lezioni, in particolare in via Bixio a Porto all’esterno del Silva-Ricci e del Medici, qualche congestione di traffico la si è registrata ugualmente. Affollate, ma non troppo, le piazzole di sosta dei pullman extraurbani, con ragazzi che in gran parte indossavano la mascherina, mentre quasi deserte sono rimaste quelle dei mezzi di trasposto urbani. Nessun problema sul fronte delle protezioni. Ogni istituto ha potuto al momento contare su una buona fornitura sia di mascherine che di disinfettanti. La parola d’ordine ovunque è stata «rispetto delle regole», in particolare alle primarie e alle medie dove gli alunni in fila indiana e con le mascherine hanno dimostrato grande disciplina davanti agli sguardi fieri dei genitori. «Per adesso», sottolinea Marzia, mamma di una neo alunna delle medie Frattini-Barbieri, «è filato tutto liscio. Mi auguro che possa continuare così perché la didattica a distanza li rende soli, incapaci di interagire con i compagni». «Dopo tanto tempo rientrare a scuola è stata un’emozione», aggiunge Edoba , sempre davanti al Frattini, «e, vista l’organizzazione, mi sento tranquilla. Ho solo raccomandato ai miei figli di seguire alla lettera quanto diranno i docenti». Anche alle superiori, il primo giorno di scuola a prova di Covid non ha registrato grossi problemi. «I ragazzi di prima forse erano un po’ più intimoriti rispetto agli anni passati», spiega Giovanni Diliberti, docente di Scienze motorie al liceo Cotta e collaboratore del preside. «ma alla fine si sono dimostrati responsabili, come il resto dei liceali. L’unica nota stonata sono stati alcuni studenti, subito richiamati, che hanno lasciato delle mascherine usate sulla cattedra. Tanto che per evitare il ripetersi di episodi simili stiamo già predisponendo una circolare». Se la maggior parte dei bambini e ragazzi non ha nascosto la felicità nel tornare in classe, lo stare a distanza dai propri compagni ha però comportato più di qualche disagio. «Quanto predisposto è impeccabile», osserva Riccardo Scala, allievo di quinta dell’indirizzo Biotecnologie sanitarie al Silva-Ricci, «ma ciò che mi è pesato di più è non avere un compagno di banco. Scambiare due parole durante le lezioni era distensivo e ci aiutava perfino a concentrarci meglio». Sul fronte dei dirigenti, invece, a preoccupare, e non poco, è ora la mancanza di docenti. «Non è certo una novità», sottolinea Gabriele Bernardinello, dirigente dell’Ic Legnago 1, «ma quest’anno la situazione è ancora più pesante. Stiamo per partire con un centinaio di nomine». •

Elisabetta Papa
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