Scomparso dopo il tuffo, cresce l’angoscia

Adige al setaccio I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato fino a sera le acque del fiume DIENNEFOTO  Ricerche nel fiume Le operazioni sono riprese all’alba di ieri con un vasto dispiegamento di forze in acqua e a riva
Adige al setaccio I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato fino a sera le acque del fiume DIENNEFOTO Ricerche nel fiume Le operazioni sono riprese all’alba di ieri con un vasto dispiegamento di forze in acqua e a riva
Adige al setaccio I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato fino a sera le acque del fiume DIENNEFOTO  Ricerche nel fiume Le operazioni sono riprese all’alba di ieri con un vasto dispiegamento di forze in acqua e a riva
Adige al setaccio I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato fino a sera le acque del fiume DIENNEFOTO Ricerche nel fiume Le operazioni sono riprese all’alba di ieri con un vasto dispiegamento di forze in acqua e a riva

Ancora nessuna traccia di Mohamed Baba. E, con il passare delle ore, tra i suoi connazionali e i soccorritori si fanno sempre più flebili le speranze che si sia salvato dopo il bagno notturno in Adige. Ieri è stata, perciò, un’altra giornata d'ansia a Legnago per le sorti del ventenne originario del Marocco, scomparso giovedì sera a Legnago dopo essersi tuffato nel fiume davanti ad alcuni amici che si trovavano con lui sulla riva destra, all'altezza del ponte della Ferrovia. Le ricerche Per tutta la giornata di ieri, dalle sei fino al tramonto, le ricerche del ragazzo sono proseguite incessantemente, ma nonostante il notevole dispiegamento di forze, tra vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile, del giovane purtroppo non c'è ancora traccia. Sul posto, sotto il coordinamento della Prefettura di Verona con il vice prefetto aggiunto Giulia Calabrese, sono arrivati nuovamente l' Unità di comando locale (Ucl) di Verona, una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Legnago con droni, un gommone con ecoscandaglio proveniente da Rovigo, un nucleo sommozzatori, un elicottero del Nucleo di Venezia-Tessera e le unità cinofile di Belluno e Venezia. Sono inoltre intervenute oltre una ventina di unità della Protezione civile della Provincia, con altri droni ed un aereo ultraleggero. Il supporto è stato assicurato dagli uomini della Compagnia dei carabinieri di Legnago, sotto la guida del loro comandante, capitano Luigi Di Puorto. Le ricerche sono portate avanti a tappeto sia nel fiume, dove operano i sommozzatori ed il gommone dotato di ecoscandaglio, in grado di individuare eventuali corpi o oggetti immersi in acqua, sia a terra dove con le unità cinofile vengono passate al setaccio le rive. Droni e elicotteri Si procede dal punto esatto dal quale Mohamed si sarebbe tuffato proseguendo verso valle nei territori di Villa Bartolomea, Castagnaro e Terrazzo. Non essendo però esclusa alcuna ipotesi, altri controlli, grazie al numero elevato di squadre a disposizione, vengono eseguiti anche a monte, in particolare nelle aree immediatamente a ridosso di ponte Principe Umberto, a qualche decina di metri in linea d'aria dall'area indicata dai connazionali del giovane. Un grande aiuto, come spesso accade in casi simili, potrebbe arrivare dai droni e dall'elicottero, che anche ieri sono stati a lungo utilizzati alternativamente. Le speranze di ritrovare ancora in vita il ragazzo, a 48 ore di distanza dalla scomparsa, sono appese al lumicino. La storia Il giovane, che compirà 21 anni il prossimo Ferragosto, era arrivato dal Marocco in Italia appena tre mesi fa, attraverso la Spagna, sicuramente con il desiderio e la speranza in cuor suo di una nuova vita. Attualmente era ospite di un connazionale in una piccola mansarda del centro cittadino, ma non aveva ancora regolarizzato la sua posizione ed era in attesa di trovare lavoro . Giovedì sera, insieme ad alcuni coetanei, tutti magrebini, aveva raggiunto l'argine destro dell'Adige per trascorrere qualche ora in compagnia. I ragazzi, probabilmente alterati dall'alcol, si sono poi diretti sulla riva, attratti dal livello non molto alto del fiume. Stando al racconto che il gruppetto ha poi fatto ai carabinieri, Mohamed, nonostante i tentativi di dissuaderlo da parte degli amici, ha deciso ugualmente di buttarsi in acqua. Non prima però di aver lasciato sulla sponda, all'interno delle proprie scarpe, alcuni oggetti d'oro di sua proprietà ai quali era molto affezionato. Forse nel timore di perderli facendo il bagno. Pare che gli altri giovani, tra cui marocchini di seconda generazione, siano riusciti a individuarlo mentre nuotava a poca distanza da loro, salvo poi perderlo di vista a causa anche del buio. Convinti che Baba avesse raggiunto la riva in un altro punto, i ragazzi hanno fatto ritorno a casa. A lanciare l'allarme, venerdì mattina, è stato il connazionale che lo ospita nella mansarda, raggiungibile però da un ingresso secondario. Il giovane, accortosi che l'amico non era mai rientrato, si è recato dai carabinieri di Legnago a sporgere denuncia. Le ricerche del ventenne, interrotte ieri sera dopo le 19, riprenderanno questa mattina. •.

Elisabetta Papa