Saltano le feste di compleanno I bimbi disertano la sala giochi

L’ingresso all’area compleanni del «Pepito» di Zimella DIENNEFOTO
L’ingresso all’area compleanni del «Pepito» di Zimella DIENNEFOTO

L'emergenza Coronavirus spegne anche le candeline dei compleanni. Non sono solo le sale parrocchiali, date in affitto alle famiglie che festeggiano i compleanni dei loro figli, a chiudere in questi giorni i battenti in attesa che vengano tolte le restrizioni per prevenire il contagio. Anche i privati, loro malgrado, sono costretti a fronteggiare una situazione di emergenza inaspettata, che ha delle conseguenze economiche rilevanti. Al «Pepito» di Zimella, grande area giochi molto quotata per le feste dei bambini residenti nei Comuni dell’adige Guà, sono già state annullate tre feste di compleanno questa settimana, un'altra prevista la settimana prossima è stata spostata a data da destinarsi mentre un'ultima è in forse. Il «Pepito» è stata la seconda area gioco riservata ai bambini, dopo quella del «Pepperone» a San Giovanni Lupatoto, ad essere inaugurata nella provincia scaligera. Come il «Pepperone» è associata ad un ristorante pizzeria. Occupa un intero capannone, a fianco della pizzeria «Pepe Nero». La sala dei giochi è stata aperta sei anni fa e, a quel tempo, era la prima zona per bambini dell'Est e del Basso veronese. «La nostra pizzeria, fin da subito, accoglieva famiglie con bambini», ricorda Graziella, che con il marito Franco Todesco gestisce il locale. «I piccoli correvano ovunque e, a volte, infastidivano non solo i camerieri che servivano ma anche i clienti senza figli». I titolari hanno così deciso di ampliare il locale aprendo una seconda sala ristorante con 80 posti a sedere, collegata all'area giochi. In questo spazio, i bambini possono mangiare e poi correre subito a giocare, mentre i genitori rimangono tranquillamente seduti a tavola, senza il cruccio di dover rincorrere i propri figli. Nei giorni feriali e festivi, la sala viene affittata nelle ore pomeridiane per festeggiare i compleanni. Da quando sono scattate le misure restrittive per il contenimento del Coronavirus, tuttavia, l'attività si è ridotta drasticamente. «Abbiamo ospitato un compleanno mercoledì, le altre feste sono state spostate», rivela Graziella. «Il martedì grasso eravamo abituati ad avere il pienone nella sala per famiglie, invece lo scorso martedì avevamo solo tre tavoli occupati». Il calo di prenotazioni non stupisce l'esercente. «All'inizio dell'emergenza tutti erano impauriti dalle persone di origine cinese», racconta. «Ricordo in particolare alcuni clienti che hanno pagato la cena a due metri di distanza da una coppia asiatica: è stato molto imbarazzante». Quando si è scoperto che uno dei focolai era vicino alla Bassa veronese, e non era collegato a cittadini cinesi, si è diffuso un timore generalizzato. Peraltro la pizzeria «Pepe nero» ha molti clienti provenienti dalla provincia di Padova, anche da Vò Euganeo. «Siamo molto dispiaciuti per quello che stanno passando», si rammaricano i titolari, che non biasimano di certo i genitori che stanno annullando le festine dei figli. «Se ai bimbi non è consentito frequentare la scuola, comprendiamo che i genitori ritengano di dover evitare tutti gli altri luoghi di assembramento, come il nostro locale», affermano. Nella zona della pizzeria per clientela adulta senza figli il problema si avverte meno. «Registriamo comunque un calo di presenze del 50 per cento», sottolineano i titolari. Il drastico calo di clientela ha costretto qualche ristorante, specie di sushi, a chiudere, in attesa di tempi migliori. Anche Franco e Graziella ci hanno fatto un pensierino. «Abbiamo fatto le ferie da poco: se avessimo saputo quello che sarebbe successo, saremmo andati in vacanza ora», confidano. Nel frattempo Graziella riceve una telefonata: è un cliente che prenota un tavolo. La vita e il lavoro, fortunatamente, vanno avanti, nonostante l'emergenza sanitaria. •

Paola Bosaro