Reperti «scippati» alla città Il caso giunge ora in Senato

Una sala del Centro ambientale archeologico di Legnago
Una sala del Centro ambientale archeologico di Legnago

Il caso dei reperti del Centro ambientale archeologico di Legnago, che dovrebbero essere trasferiti al Museo archeologico nazionale di Verona - nuovo polo museale provinciale secondo un progetto della Direzione generale dei musei del Veneto - è approdato in Senato. L’iniziativa è stata promossa dai senatori veronesi della Lega Cristiano Zuliani e Paolo Tosato. Tutto ciò dopo che lo scorso 5 ottobre il sindaco Graziano Lorenzetti aveva posto l’accento sulla questione opponendosi al ritiro dei materiali custoditi nel museo in riva all’Adige. Tanto da inviare una lettera al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini perché visitasse la struttura e fosse lui stesso a dare una risposta politica in merito. Ora, Zuliani e Tosato, proprio alla luce del clamore e dei malumori suscitati dalla vicenda nella città del Torrione, poco propensa a rinunciare ad una parte della sua storia, hanno predisposto un’interrogazione a risposta scritta al ministro Franceschini per chiedergli «se intenda intervenire, con la massima urgenza, in merito alla salvaguardia dei reperti presenti nel museo legnaghese, al fine di evitare di indebolire irrimediabilmente il patrimonio culturale e la storia di questa comunità». È stato, infatti, il ministero dei Beni Culturali che ha invitato a creare, a livello nazionale, un unico polo archeologico per singola provincia. E che, per quanto riguarda Verona, sarà il nuovo museo archeologico nazionale della città scaligera. I due senatori, nell’interrogazione, chiedono inoltre al ministro «se abbia intenzione di prendere in considerazione l’ipotesi di costituire il nuovo polo museale provinciale veronese proprio a Legnago». Nella loro istanza, Tosato e Zuliani sottolineano con forza l’importanza per l’intero territorio assunta dal Centro ambientale archeologico – struttura in cui sono conservati reperti che vanno dal Neolitico Antico alla tarda età del Ferro - ma anche i cospicui investimenti fatti in 20 anni di attività. •

E.P.