A Sanguinetto

Rapina a mano armata al mercatino dell’usato

Il negozio rapinato all’ora di chiusura nel centro di Sanguinetto DIENNEFOTO
Il negozio rapinato all’ora di chiusura nel centro di Sanguinetto DIENNEFOTO
Il negozio rapinato all’ora di chiusura nel centro di Sanguinetto DIENNEFOTO
Il negozio rapinato all’ora di chiusura nel centro di Sanguinetto DIENNEFOTO

Ha puntato un grosso coltello da cucina contro la titolare di «Alex&Roxy», un mercatino dell’usato situato nel centro storico di Sanguinetto. E, sotto la minaccia della lama, lunga almeno una ventina di centimetri, si è fatto consegnare dalla donna, che in quel momento si trovava da sola all’interno del negozio, tutto il contante che c’era in cassa all’ora di chiusura dell’esercizio: circa 300 euro. Con piglio sicuro e senza tradire, almeno all’apparenza, segni di nervosismo, come se quello messo a segno in corso Cesare Battisti non fosse il primo colpo del rapinatore solitario bensì un copione ormai collaudato. Quindi, il malvivente, dopo essersi infilato i soldi in tasca, è uscito ed ha inforcato la bicicletta con la quale era arrivato poco prima. Ma, di lì a poco, sorpreso e spaventato dal figlio della titolare, è ruzzolato a terra ed ha proseguito la fuga a piedi facendo perdere le sue tracce nelle campagne circostanti. È durata una manciata di secondi in tutto la rapina a mano armata, che l’altra sera ha lasciato sotto choc la malcapitata negoziante protagonista di una brutta esperienza sicuramente difficile da dimenticare.

Erano all’incirca le 19.30, nel piccolo centro della Bassa c’erano poche persone in circolazione, e la 45enne si apprestava ad abbassare le saracinesche del bazar dove si possono acquistare articoli di vario tipo, dai capi di abbigliamento ai soprammobili. In quel momento, il bandito, che probabilmente aveva controllato in precedenza i movimenti della commerciante, ha appoggiato la sua mountain bike a fianco dell’entrata e ha assaltato il mercatino. «Dammi i soldi, fuori i soldi, fai presto», ha intimato, coltello in pugno, alla donna il rapinatore, che aveva il volto travisato. Una richiesta inequivocabile, pronunciata in un italiano privo di inflessioni, che non ha lasciato scampo alla negoziante, piombata improvvisamente in un incubo terminato nel giro di pochi attimi sembrati però un’eternità. Fortunatamente senza che quell’uomo, probabilmente straniero, le facesse del male. Il rapinatore si è poi precipitato sul corso principale ed è risalito in sella alla bicicletta per dileguarsi. Tuttavia non è riuscito a fare molta strada. A guastare un colpo che fino a quel momento era filato liscio come l’olio ci ha pensato infatti il figlio della commerciante che stava raggiungendo la mamma in negozio. Il 24enne, insospettito da quell’individuo uscito in fretta e furia dall’«Alex&Roxy», l’ha inseguito per cercare di bloccarlo. E, a quel punto, il bandito ha preso paura ed è caduto sull’asfalto. Un volo da cui, evidentemente, non è uscito malconcio. Tanto che si è subito rialzato e si è messo a correre a perdifiato a piedi abbandonando sul posto non solo la mountain bike ma anche il coltello e un paio di guanti. Nel frattempo era scattato l’allarme con la richiesta di intervento alla centrale operativa del 112, che ha fatto convergere a Sanguinetto diverse pattuglie della Compagnia di Legnago in servizio sul territorio. E per gli uomini del capitano Luigi Di Puorto, presente sul posto, è iniziata una serata di duro lavoro conclusasi a notte fonda. Gli equipaggi, minuti di torce e lampeggianti, hanno iniziato a setacciare le strade e i campi della zona attirando la curiosità dei residenti. Ricerche febbrili, estese anche ai paesi circostanti, che fino a ieri non hanno dato l’esito sperato. La «caccia» all’uomo, che non si esclude possa essere l’autore di colpi analoghi commessi nella Bassa, è andata di pari passi con i rilievi tecnici eseguiti dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile coordinati dal luogotenente Mauro Tenani. Un contributo alle indagini potrebbe arrivare, oltre che da eventuali impronte rilevate sui reperti e dalle testimonianze raccolte, dalla visione dei filmati di telecamere presenti in paese.•.

Stefano Nicoli