Legnago

Ragazzina aggredita in strada, all'uscita dal supermercato, e salvata da una giovane di passaggio

Il parcheggio del supermercato dove la ragazzina è stata approcciata la prima volta DIENNEFOTO
Il parcheggio del supermercato dove la ragazzina è stata approcciata la prima volta DIENNEFOTO
Il parcheggio del supermercato dove la ragazzina è stata approcciata la prima volta DIENNEFOTO
Il parcheggio del supermercato dove la ragazzina è stata approcciata la prima volta DIENNEFOTO

È stata aggredita all’uscita del supermercato da due giovani stranieri, che dopo averla inseguita e presa per i capelli hanno cercato di rapinarla. Fortuna ha voluto che le urla di disperazione della ragazzina, presa di mira l’altra sera poco prima di cena in via Mantova, a Legnago, abbiano impietosito una automobilista di passaggio dopo che altri quattro conducenti avevano invece ignorato l’accorata richiesta d’aiuto della 14enne spaventata a morte dall’incubo in cui era precipitata.

La malcapitata studentessa è riuscita così a ritornare a casa sana e salva dove la aspettavano in ansia i genitori, allertati nel frattempo dalla figlia. Anche se difficilmente potrà scordare quei minuti terribili in balia dei due rapinatori. Ed ora è caccia aperta agli aggressori da parte dei carabinieri di Legnago, che ieri pomeriggio hanno raccolto la denuncia del padre della ragazzina.

Erano da poco passate le 19 quando, lunedì sera, Alessia (il nome è di fantasia per tutelarne la privacy ndr) è uscita dalla palestra che frequenta a poca distanza. Quindi la ragazzina, iscritta alla seconda superiore, ha raggiunto a piedi il discount Lidl, situato a pochi passi da Ponte Fior di Rosa, per acquistare alcuni articoli. Ma quella spesa, già fatta in altre circostanze senza problemi, si è trasformata di punto in bianco - e non certo per colpa dei clienti e del personale del negozio - in una disavventura che l’ha profondamente segnata.

E che ha fatto vivere «un’esperienza allucinante» al padre - P.F., un magazziniere di 38 anni trasferitosi per lavoro con la famiglia due mesi fa in città dal sud Italia - costretto ad assistere a 40 km di distanza alla più brutta video chiamata della sua vita mentre sua moglie era al lavoro. L’uomo si trovava infatti a Verona, dove aveva accompagnato l’altro figlio all’allenamento, quando ha vissuto in diretta «una scena da non augurare al peggior nemico, che mi fatto rischiare l’infarto».

«Prima di entrare al supermercato», riferisce ancora scosso il papà, «mia figlia è stata avvicinata nel piazzale da due giovani marocchini, tra i 25 e i 30 anni, uno dei quali le ha chiesto se era da sola. Lì per lì ha pensato ad un approccio che poteva sfociare in molestie e perciò mi ha subito chiamato e le ho consigliato di farsi accompagnare all’uscita da un vigilante. Nel frattempo io ho continuato a tranquillizzarla a distanza mentre faceva la spesa».

Una volta superate le casse, la 14enne, scortata dalla guardia giurata, ha lasciato il Lidl e si è diretta verso casa dopo esserci sincerata che i due ragazzi fossero spariti dalla circolazione. E così sembrava. Invece si erano nascosti e la stavano aspettando in agguato. «Appena girato l’angolo», prosegue il 38enne nel racconto dell’orrore, che ha già sollevato ribrezzo, timori e proteste sui Social e tra i legnaghesi, «mia figlia, che camminava verso il centro ai bordi di una strada tra l’altro illuminata e trafficata, si è ritrovata nuovamente di fronte i due giovani marocchini che l’hanno assalita e presa per i capelli per costringerla a fermarsi».

Intuendo il pericolo, la 14enne si è messa a piangere terrorizzata e a gridare con la poca voce spezzata dalla paura che le restava in corpo per attirare l’attenzione di qualcuno». In quei frangenti, visti finora solo in tv, uno dei due, che indossava un gilet nero con sotto un maglioncino arancio, le ha intimato: «Dammi i soldi che va tutto bene». Ma in tasca le era rimasta solo qualche monetina. «A quel punto», prosegue il papà di Alessia, sempre collegato in video chiamata «presagendo il peggio ho detto a mia figlia di spostarsi in strada e fermare le auto di passaggio. Purtroppo, e questo comportamento mi ha lasciato di stucco, i primi quattro conducenti si sono guardati bene dall’accostare».

Ma la Provvidenza, o fortuna che dir si voglia, ha voluto che la quinta macchina si sia fermata. «Era una ragazza di vent’anni, un angelo che non smetto di ringraziare, la quale ha confortato mia figlia e l’ha accompagnata a casa dove nel frattempo mi sono precipitato con mia moglie». Ed ora sono scattate le indagini che potrebbero presto incastrare i due rapinatori grazie anche alle foto scattate, ormai al sicuro in auto, dalla loro vittima, che ieri è andata a scuola per non perdere un compito in classe. Anche se è ancora sotto choc per la vicenda agghiacciante che risolleva il problema sicurezza nel capoluogo della Bassa.

Stefano Nicoli