Ieri sera a Legnago

Raffaello, l'arte, il Covid e le elezioni: Sgarbi a tutto campo a «Scrittori per caso»

Vittorio Sgarbi a Legnago (Papa)
Vittorio Sgarbi a Legnago (Papa)
Sgarbi a Legnago (Papa)

Raffaello, ovvero il Dio mortale, come titola il suo ultimo libro. Ma anche la politica con le prossime elezioni, i tanti temi “caldi” e le inevitabili, graffianti considerazioni sui suoi protagonisti, passando poi per altre argomenti d’attualità, alternati ad ulteriori considerazioni sull’arte, tra aneddoti personali e battute irriverenti. Vittorio Sgarbi, il più famoso critico e storico dell’arte d’Italia, oltre che politico e opinionista, ha stregato così ieri sera il pubblico di Legnago, città che l’ha voluto ospite dell’ultimo appuntamento della rassegna "Scrittori per Caso", appositamente concepita per la città del Torrione e parte integrante di "R-Estate a Legnago", il cartellone ideato per il Comune dall'agenzia Made Eventi srl.

Dialogando senza filtri con i giornalisti Alessandro Pasetti, direttore artistico di Made, ed Elisabetta Gallina, così come con il sindaco Graziano Lorenzetti ed il consigliere comunale Toufik Riccardo Shahine - tutti con lui sul palco di una piazza Garibaldi affollatissima - Sgarbi è stato protagonista di un talk show vivace, come è nel suo stile, ma mai sopra le righe. Immediato, e poi reiterato in altri momenti della serata, arriva l’omaggio al legnaghese Giovanni Battista Cavalcaselle, il fondatore della moderna critica d’arte, «una delle più grandi se non forse la maggiore personalità italiana in questo campo».

Un uomo al quale ispirarsi anche per le prossime politiche. «Mi auguro – ha aggiunto Sgarbi – che nel nuovo governo possano essere importati quei valori di civiltà e di bellezza incarnati proprio dal vostro Cavalcaselle che percorse tutta Italia per vedere i suoi capolavori. Sono felice di essere erede di quella grande tradizione».

Quasi una lectio magistralis, che ha incantato i presenti anche meno esperti, è stato lo spazio dedicato a Raffaello. «Nel libro – ha rimarcato Sgarbi - ho voluto raccontare il mio rapporto con lui. Impossibile sintetizzarlo. Raffaello è stato il simbolo stesso della civiltà occidentale. È grande perché lui non è solo pittore: è un filosofo e un teologo che ci spiega perché noi siamo il punto più importante dell’Occidente: nulla è più dell’Italia».

Immancabili sono arrivate le critiche ai partiti attuali, tutti ormai senza un’identità ben definita, ma anche ai provvedimenti presi durante la pandemia, in primis il coprifuoco indiscriminato e la chiusura dei musei. Salvo poi riprendere il filo dell’arte. E chiudere con qualche utile suggerimento, ben accolto da tutti, su alcuni itinerari artistici per il Belpaese prima dell’assalto dei fan per le copie autografate del libro. 

Elisabetta Papa