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10.04.2019

«Presa in giro, ma mia figlia è forte»

Tonno e cracker, serviti a una piccola alunna delle elementari di Minerbe
Tonno e cracker, serviti a una piccola alunna delle elementari di Minerbe

«Mia figlia è stata presa in giro dai compagni di scuola, si è sentita umiliata ed è scoppiata a piangere. Per fortuna è una bambina forte, ora sta bene, nella nostra vita ne abbiamo passate di peggio». Dopo giorni di silenzio, il papà della bambina a cui il 29 marzo alla mensa delle elementari di Minerbe è stato dato da mangiare una scatoletta di tonno e dei cracker, anziché la pizza come tutti gli altri bambini perché la famiglia non era in regola con il pagamento dei buoni pasto, ha deciso di parlare. «Io non voglio litigare con nessuno», spiega l’uomo, «né tanto meno creare problemi al Comune, anzi vorrei incontrare al più presto il sindaco per chiarire il tutto». Nei giorni scorsi il primo cittadino di Minerbe Andrea Girardi, tesserato Lega il suo vice Massimo Momi, che non ha alcuna tessera di partito, avevano fatto sapere che l’ufficio ai Servizi sociali conosce la famiglia: «In passato era già stata aiutata sia economicamente che con proposte di inserimento lavorativo, sempre rifiutate». Il papà della bambina prova a spiegare quanto accaduto. «Forse non ci siamo capiti, è vero che sono stato aiutato economicamente, ma io un lavoro lo vorrei ed è per questo che non vedo l’ora di parlare faccia a faccia con gli amministratori». La situazione economica della famiglia protagonista della vicenda rasenta la povertà. Il papà fa lavori saltuari e spiega di aver chiesto in passato di poter dare alla bambina un panino da portarsi direttamente da casa, «Ma mi è stato detto che non era possibile». Proprio il pranzo fatto in casa sarà la soluzione adottata dal prossimo anno scolastico per provare a risolvere definitivamente la questione. A comunicarlo è stata Monica Di Marcello, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Berto Barbarani. «Non possiamo farlo fin da subito», ha spiegato la preside, «occorre prima preparare gli spazi adatti e organizzare la sorveglianza mensa delle insegnanti». Informato del fatto che il calciatore dell’Inter Antonio Candreva si è reso disponibile per pagare i buoni pasto pregressi e anche quelli da qui alla fine dell’anno della bambina, il padre è sorpreso. «Ho sentito questa cosa», spiega, «non conosco il calciatore, se sarà così lo ringrazierò». Informato della volontà del papà della piccola di un incontro, il sindaco Girardi si rende disponibile. «Le porte del mio ufficio sono sempre aperte a tutti i cittadini, il papà della bimba può venire quando vuole». Nel frattempo la bufera politica attorno al caso non accenna ad arrestarsi. La deputata veronese Pd Alessia Rotta ha annunciato che sul caso presenterà un’interrogazione parlamentare, così come l’onorevole Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana secondo cui sarebbe necessario anche «l’intervento della magistratura». Anche il segretario regionale del Pd Alessandro Bisato e la consigliera regionale democratica Alessandra Moretti hanno espresso il loro disappunto sulla vicenda: «Gli episodi di Adro o Lodi non hanno insegnato nulla. Le giustificazioni dell’amministrazione non reggono, stiamo parlando di una bambina a cui è stata inflitta un’umiliazione gratuita». Si schiera in difesa del collega di partito invece il deputato Paolo Paternoster. «Girardi ha agito correttamente, nel pieno rispetto delle regole, a tutela dell’amministrazione comunale e delle moltissime famiglie che correttamente pagano le rette scolastiche». «Il sindaco di Minerbe si è reso disponibile, in più occasioni», prosegue Paternoster, «per tutte quelle famiglie indigenti che nella difficoltà economica hanno sempre trovato un’ amministrazione pronta e generosa nei confronti di chi, purtroppo e per molte motivazioni, rimane indietro: io stesso avrei fatto la stessa cosa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Scuderi
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