Ponte sullo Zerpano, apre il cantiere

Sopralluogo di amministratori e tecnici nel cantiere aperto per la demolizione  del ponte DIENNEFOTO
Sopralluogo di amministratori e tecnici nel cantiere aperto per la demolizione del ponte DIENNEFOTO

Il conto alla rovescia per il nuovo ponte di Veronella è finito. Finalmente il Comune della Bassa potrà chiudere quella ferita che da quasi sei anni sta pregiudicando la vivibilità del centro storico e stravolgendo la viabilità di attraversamento in direzione Albaredo. Il vecchio ponte sul canale Zerpano, dichiarato inagibile a febbraio del 2014 poiché prossimo al collasso, sta per essere demolito e ricostruito. In questi giorni il sindaco Loris Rossi e i cittadini di Veronella hanno potuto vedere per la prima volta, dopo tanti mesi di inattività, gli escavatori lavorare sull’infrastruttura, toccando con mano finalmente l’avvio di un’opera tanto attesa quanto sfortunata. Era il 14 febbraio del 2104, infatti, quando lo sprofondamento di un pezzo di aiuola fece preoccupare l’amministrazione comunale che chiamò subito i vigili del fuoco. Un’ordinanza urgente determinò la chiusura dell’attraversamento che da quel momento è rimasto interdetto al transito per 2.100 lunghi giorni. Sono seguiti anni di difficoltà ed aspri confronti con la Regione per finanziare la demolizione e il rifacimento dell’opera, del costo complessivo di 350mila euro. A fine 2017 Palazzo Balbi ha stanziato 200mila euro, altri 100mila sono stati erogati da Comune e Provincia e 50mila dal Consorzio Alta Pianura Veneta, proprietario dell’infrastruttura. Con i soldi in cassa, ad inizio 2018 tutto sembrava pronto per l’appalto. Invece lo spostamento della rete acquedottistica e degli altri sottoservizi ha richiesto quasi un anno di lavoro. L’elenco delle sventure del «ponte maledetto» però non è finito. La «Freguglia» di Rovigo, ditta che aveva vinto la gara, ha presentato una perizia geologica che attestava un rialzo dei costi di un terzo per eseguire l’intervento. La richiesta è stata ritenuta inaccettabile dal Consorzio che ha deciso di rescindere il contratto. Il Consorzio ha dunque contattato le altre ditte che avevano partecipato alla gara, trovando tutte porte chiuse. L’iter è dunque dovuto ripartire da zero e nell’ottobre di quest’anno si è avuta la seconda proposta di aggiudicazione con una base d’asta di 245mila euro. Il contratto è stato stipulato a fine ottobre con l’impresa «Brunelli Placido Franco srl» di Rivoli Veronese. Da quel momento c’è stata una svolta. «Finalmente abbiamo constatato come il cantiere stesse partendo a tutti gli effetti», commenta soddisfatto il sindaco Loris Rossi. «A novembre una ditta specializzata di Gambellara, incaricata dal Consorzio, ha eseguito alcuni test in profondità vicino alle spalle del ponte per ottimizzare la tecnologia necessaria alla realizzazione dei pali di fondazione», ricorda Rossi. Questa settimana sono iniziati i lavori. Innanzitutto verrà costruita una rampa per far scendere in sicurezza le ruspe lungo la riva dello Zerpano. Sulla sommità del vecchio ponte, speciali macchine con benne che rompono e triturano l’asfalto effettueranno una prima azione di smantellamento dell’infrastruttura. In un secondo momento si procederà con la posa di grandi tubature in plastica nell’alveo del canale, per incanalare l’acqua evitando che si mescolino i detriti che cadranno durante l’abbattimento del manufatto vero e proprio. Il basso livello dello Zerpano in questa stagione aiuterà a svolgere le operazioni. Infine, mediante mezzi dotati di benne grigliate e trince si procederà con la demolizione vera e propria, smontando pezzo per pezzo l’attraversamento di via Alberazzi. I responsabili dell’impresa assicurano che non si tratta di un’opera particolarmente complicata, anche perché il ponte è lungo solo nove metri se si considera la parte sottostante – la campata – e 14 se ci si riferisce alla strada soprastante. Se le condizioni atmosferiche lo consentiranno, entro l’estate dovrebbe essere inaugurato con una grande festa il nuovo ponte. «Contestualmente, ho chiesto al Consorzio di occuparsi del consolidamento dell’omologo in via Ottavia Fontana, costruito negli stessi anni di quello di via Alberazzi», riferisce Rossi. «Abbiamo svolto una prova di carico: il ponte in via Fontana ha risposto bene, dimostrando tenuta e sufficiente elasticità», spiega l’ingegnere del Consorzio Luca Pernigotto. «Ci sono dei distacchi di intonaci e fessurazioni che provvederemo comunque a sistemare». È facile attendersi che il giorno della demolizione gli occhi di tutti i veronellesi saranno puntati sull’infrastruttura che tanti disagi ha provocato durante la chiusura. •

Paola Bosaro