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15.08.2019

Si cambia i connotati ma non evita l’arresto

La pattuglia del Nucleo  Radiomobile che ha effettuato l’arresto
La pattuglia del Nucleo Radiomobile che ha effettuato l’arresto

Il trucchetto di cambiarsi il look per evitare di venire riconosciuto, e di finire così nuovamente nei guai, alla fine non ha funzionato. E così E.K.A., un cittadino marocchino di 34 anni, senza fissa dimora e con una sfilza di precedenti per vari reati, trascorrerà il Ferragosto nella casa circondariale di Montorio. Il giovane magrebino era ricercato infatti dai carabinieri della compagnia di Legnago dal 3 settembre del 2018, giorno in cui il giudice Rita Caccamo del tribunale di Verona aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Un provvedimento restrittivo chiesto dai militari dopo che il 34enne aveva disatteso a più riprese il divieto di dimora nella provincia di Verona a cui era stato sottoposto a seguito dell’arresto per un furto di gasolio commesso nel febbraio dello scorso anno, con due complici, a Roverchiara. E.K.A. è riuscito a farla franca per 11 mesi. Forse anche grazie al fatto che si era modificato i connotati nella speranza di continuare a farla franca. La sua latitanza è finita però questa settimana ad Oppeano dove è stato fermato e riconosciuto da una pattuglia del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago impegnata in un posto di controllo nel centro del paese. L’occhio allenato dei carabinieri ha consentito di smascherare seduta stante quella che era una loro vecchia conoscenza. E questo malgrado il marocchino, che viaggiava con un connazionale, si fosse rasato i capelli e fatto crescere la barba. Dopo gli accertamenti di rito è stato subito trasferito a Montorio. Le conseguenze del colpo messo a segno a Roverchiara si sono perciò aggravate per il 34enne arrestato all’epoca con le accuse di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Quella sera era stato sorpreso, sempre dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago, a «succhiare», con altri due uomini, il gasolio dal serbatoio di un tir parcheggiato su una strada isolata. Duecento litri di carburante, con cui la banda aveva già riempito otto taniche da 25 litri ciascuna rinvenute poi dalle pattuglie del Norm a bordo di una Fiat Marea dove vennero trovati anche una cassetta di attrezzi e un tubo in gomma per aspirare il gasolio. Una volta scoperti, i tre ladri reagirano violentemente colpendo con calci e pugni e militari per opporsi all’arresto. Tutto invano visto che vennero subito immobilizzati. •

STE.NI.
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