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30.05.2019

La banda delle slot svaligia il «Kandinsky»

Il «Kandinsky café» di Villafontana svaligiato dalla banda delle slot
Il «Kandinsky café» di Villafontana svaligiato dalla banda delle slot

E quattro. Non c’è proprio pace per il «Kandinsky café» di via Villafontana, nell’omonima frazione di Oppeano. Nella notte tra martedì e mercoledì, il bar, situato al piano terra di un condominio, è finito infatti per la quarta volta nel mirino dei ladri. A colpire, per la precisione, è stata la banda delle slot machine che, dopo un periodo di tregua, è tornata in azione nella Bassa, prendendo nuovamente di mira un locale dove negli ultimi anni erano già state ripulite «macchinette» e cambiamonete. Senza trascurare gli ingenti danni arrecati alle strutture. Basti pensare che nel febbraio del 2015, i malviventi, per svuotare tutte e cinque le slot in funzione e la gettoniera, lavorarono diverse ore di piccone e olio di gomito. E tutto per ricavare un foro del diametro di 50 centimetri nel muro della pizzeria d’asporto confinante. Un varco sufficiente per introdursi e far man bassa al «Kandinsky». L’altra notte il colpo è stato decisamente meno macchinoso e si è risolto in una manciata di minuti. Erano circa le 2.30 quando gli inquilini del palazzo sono stati svegliati di soprassalto da rumori sospetti provenienti dal bar sottostante. I ladri con la passione per i videopoker, dopo aver forzato la porta d’ingresso principale con una mazza, si sono diretti a colpo sicuro nella stanza in fondo al locale destinata ai giocatori. Quindi, senza perdere tempo sul posto con il rischio di venire scoperti, hanno caricato, con tutta probabilità su un furgone parcheggiato nelle vicinanze, un cambiamonete ed una slot machine contenenti alcune migliaia di euro - ieri il bottino non era ancora stato quantificato con esattezza - e si sono dileguati. Tuttavia, i banditi non hanno fatto tanta strada. Dopo aver percorso qualche chilometro si sono fermati a Vallese e, sotto un ponte situato ai bordi di una stradina che fiancheggia la Transpolesana, hanno scassinato i due apparecchi impossessandosi del contante. Per poi fuggire abbandonandoli sul posto dove il giorno seguente sono stati notati da alcuni passanti, tra cui un cliente del «Kandinsky», che ha provveduto ad informare i proprietari. «Siamo ormai esasperati da queste visite sgradite che, oltre alla refurtiva, ci lasciano un conto salato per i danni arrecati agli infissi, alle strutture e agli arredi, tra l’altro in un periodo con sempre più spese da sostenere», confidava ieri Lucia Tavella che affianca il figlio Leonardo Faccini nella gestione del bar. «Alcuni giorni fa», aggiunge la barista, «qualcuno aveva già tentato ad entrare di notte ma, fortunatamente, il furto era fallito. Questa volta, purtroppo, è andato a segno e non ne possiamo davvero più». Ai titolari del «Kandinsky», già derubati in passato dai ladri-manovali passati attraverso il muro e dai ladri-equilibristi penetrati dal controsoffitto del bagno, non resta ora che formalizzare la denuncia ai carabinieri di Oppeano. I quali, ieri, hanno fatto un sopralluogo nel locale per reperire indizi e testimonianze utili ad incastrare la temuta banda dello slot. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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