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17.03.2019

Fabio è morto dopo 6 giorni di agonia

Fabio Saturnini in un salto con la moto da cross, la sua passione da tanto tempo DIENNE Saturnini fotografato dall’amico Amedeo Moro dopo una  recente gara di cross
Fabio Saturnini in un salto con la moto da cross, la sua passione da tanto tempo DIENNE Saturnini fotografato dall’amico Amedeo Moro dopo una recente gara di cross

Dopo sei giorni di agonia, l’altro ieri è morto Fabio Saturnini, 24 anni, di Mazzantica di Oppeano. Sei lunghi giorni di speranza, alternata a pianto e dolore per i genitori del giovane, Antonio Saturnini, la mamma Rosetta e per il fratello Michele, rimasti sempre accanto al loro caro all’ospedale di Borgo Trento, in Terapia intensiva, reparto nel quale Fabio era stato portato sabato 9 marzo, alle 15 circa, a seguito di una caduta dalla sua moto, avvenuta sulla pista di via Peagni, dove il giovane, insieme ad alcuni amici, si stava allenando. La passione per il cross e la sua indole di chi butta il cuore al di là dell’ostacolo, gli avevano fatto affrontare un salto con grande coraggio, come sempre, ma qualcosa è andato storto e Saturnini è piombato a terra. Anche se il ragazzo era ben protetto da tuta e casco integrale, l’incidente gli ha provocato una commozione alla testa grave, dalla quale non si è salvato. I medici del Polo Confortini si sono prodigati in ogni modo; Fabio è stato anche operato in settimana, ma nemmeno l’intervento è stato risolutivo. È stato allora, probabilmente, che le sue condizioni hanno iniziato a peggiorare di giorno in giorno, fino all’esito più sconvolgente, il decesso. Decesso che è stato preceduto, giovedì, da un annuncio tremendo eppure umano: l’ospedale e i genitori di Fabio hanno offerto la possibilità, dalle 15 alle 20, di visitare e salutare il ragazzo, prima di «staccare la spina», come si dice di norma, ovvero prima di porre fine alle funzioni vitali che oramai erano solo dovuto alle macchine. Dalle 15 in poi di giovedì, quindi, c’è stata una lunga, silenziosa, e carica di affetto e amore, processione nelle stanze di Fabio, di amici soprattutto, ma anche del parroco di Mazzantica, dove abita la famiglia Saturnini, don Silvio Zonin, e del sindaco di Oppeano, Pierluigi Giaretta. Oltre naturalmente ai cari parenti, come i cugini: tutti vivevano nella stessa strada, via Pace, e sono cresciuti tutti insieme, in sei cugini, come fratelli. Il dolore dunque è ancora più profondo e diffuso per una comunità raccolta, com’è quella di Mazzantica, e si è propagato anche a Bovolone, non solo perché lì c’è la pista da cross che frequentava Fabio ma anche perché il giovane e la sua famiglia lavorano in una ditta di serramenti nella città del mobile, la A.S. Serramenti legno e Pvc, in via della Cooperazione 15. Fabio era «il cucciolo» di quella «banda» di ragazzi cresciuti a Mazzantica, quello più giovane e quello che non perdeva mai l’occasione di sorridere a chiunque lo salutasse e qualunque cosa affrontasse. Il ventiquattrenne era «tutta vita», dicono in moltissimi. Al punto che pure la passione per l’enduro era solo un aspetto del suo bruciante slancio nell’esistenza, che lui affrontava con gioia. Nel suo profilo Facebook, solo moto e moto, salti e curve affrontate con perizia, spettacolari. Chi avrebbe detto che un tale portento fosse piegato e vinto? E poi ci sono i primi piani di lui, un ragazzo dal volto pulito e ironico, divertente, di quelli che vorresti sempre in tua compagnia. A dare la notizia della fine del suo calvario, è stato, giovedì sera, un amico della Protezione civile che ha diffuso anche «l’invito» a salutare per l’ultima volta il «cucciolo». Quindi, ieri sono rimasti con lui solo i genitori e il fratello, a tu per tu con l’amore per il loro ragazzo e uno straziante addio. •

Daniela Andreis
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