Operaio positivo al Covid, Drv chiusa

Il presidio organizzato davanti alla discarica di Torretta DIENNEFOTO
Il presidio organizzato davanti alla discarica di Torretta DIENNEFOTO

Un operaio è stato contagiato dal Coronavirus. E tra i dipendenti della Drv, la società partecipata da Lese e Amia che seleziona la plastica all'interno della discarica di Torretta, serpeggia la paura. Uno degli oltre 50 addetti della cooperativa Meg service di Verona, che lavora nell'impianto della controllata dal Comune, dopo aver lamentato uno dei sintomi tipici della malattia, ovvero una febbre alta che perdurava da vari giorni, è stato sottoposto su indicazione del medico al tampone. Il test ha confermato che l'operaio, un giovane originario del Ghana residente a Verona, era stato colpito da Covid 19. Fortunatamente, per l'addetto non è stato necessario il ricovero, visto che gli è stata prescritta una quarantena di 14 giorni da trascorrere a casa in attesa della guarigione. L'accertamento della positività ha tuttavia fatto scattare i protocolli igienico-sanitari da parte della Drv. La società, presieduta dall'avvocato Pier Giorgio Schena, ieri ha chiuso l'impianto per l'intera giornata, allo scopo di effettuare la sanificazione della cabina all'interno della quale l'operaio contagiato lavorava assieme ad altri quattro colleghi per suddividere la plastica trasportata da un nastro. Se, come pare, il contagio resterà limitato al solo caso accertato, la produzione ripartirà già lunedì. Tale episodio, comunque, ha scatenato subito la comprensibile preoccupazione degli altri lavoratori che sono impiegati dalla coop veronese nell'impianto. Una parte di questi ha approfittato ieri del giorno di chiusura per organizzare un mini-presidio davanti ai cancelli della discarica. «Molti di noi», evidenziano alcuni lavoratori, «sono preoccupatissimi, poiché non vi è solo la cabina dove lavorava il nostro collega da sanificare, ma serve un intervento più esteso e, soprattutto, ogni operaio deve essere sottoposto al tampone». «Questa situazione», aggiunge Mbarek El Asri, delegato provinciale di Adl Cobas, sindacato a cui è iscritta una parte dei dipendenti della coop, «rende ancor più indispensabile intervenire sulla tutela della salute dei lavoratori. Difatti, la cooperativa, qualche anno fa, ha deliberato di pagare la malattia ai soci-lavoratori soltanto fino ad un massimo di 14 giorni annui. Tutto ciò spinge molti di loro a recarsi al lavoro anche se stanno poco bene per non avere ripercussioni sul proprio reddito. Con la pandemia bisogna ancor di più evitare che qualcuno vada a lavorare non in perfette condizioni di salute, rischiando di diffondere il contagio». Il sindacalista rileva anche i rapporti non certo idilliaci con la cooperativa che gestisce il personale di Drv. «Non veniamo informati sulle variazioni di lavoro», prosegue Mbarek, «come quella inerente la cassa integrazione, prima annunciata ma poi non attivata. Mentre la Drv annuncia il rinnovo degli impianti produttivi, non spende una parola per il personale che fa funzionare lo stabilimento». Dal canto suo la Drv, rimarcando che tutto ciò che concerne l'organizzazione del lavoro va trattato dai sindacati direttamente con la coop, fornisce ragguagli sulle procedure anti Covid seguite dopo la comunicazione da parte dell'autorità sanitaria del contagio dell'operaio. Manuel Marzari, procuratore di Drv, riferisce: «L'azienda ha applicato perfettamente tutti i protocolli previsti dalle direttive ministeriali». Secondo tali indicazioni, pertanto, viene considerato contatto stretto soltanto quello tra addetti a meno di un metro e per più di 15 minuti. Da qui sono scattate, pertanto, la sanificazione della sola postazione utilizzata dal contagiato e le verifiche ai dipendenti venuti in stretto contatto con gli interessati. Riguardo ai rapporti di lavoro tra operai e cooperativa, Marzari annota: «Essendo un servizio appaltato alla cooperativa, il compito di Drv è quello di verificare l'applicazione del contratto nazionale ed il versamento dei contributi ai lavoratori. E ci risulta che entrambe le cose avvengano puntualmente e regolarmente». •

Fabio Tomelleri