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05.08.2020 Tags: Legnago

Oltre 80 vetrine vuote, crisi profonda

Negozio sfitto nel centro di Legnago: le vetrine vuote hanno superato quota 80 DIENNEFOTO
Negozio sfitto nel centro di Legnago: le vetrine vuote hanno superato quota 80 DIENNEFOTO

Aumentano le vetrine vuote nel centro storico di Legnago. La crisi del sistema commerciale tradizionale a livello globale, con la concorrenza sempre più intensa di internet, gli affitti spesso troppo alti rispetto agli incassi dei singoli negozi e, da ultimo, gli effetti del Covid 19, hanno fatto aumentare ulteriormente nell'ultimo anno in città i locali con il cartello «affittasi», «vendesi» o che, più semplicemente, hanno abbassato definitivamente le serrande. Nelle 20 strade e piazze centrali del capoluogo, dove sono attivi 200 esercizi tra bar, ristoranti e negozi, i locali commerciali sfitti o invenduti sono oltre 80, con un incremento di una decina rispetto allo scorso anno. È pure vero che in alcune delle vie tradizionalmente dedicate allo shopping il numero di imprese attive è cresciuto, a cominciare da piazza Garibaldi dove nei giorni scorsi ha aperto i battenti una creperia. Tuttavia, pochi passi più in là, in via Roma, i locali commerciali rimasti vuoti sono saliti da quattro a sei. Tra questi una nota catena di abbigliamento che, terminato il «lockdown» non ha più riaperto e nei giorni scorsi ha lasciato definitivamente la città. Tra i punti con più spazi vuoti vi è poi via Fiume, con nove serrande abbassate. A seguire ci sono viale dei Caduti, passato in un anno da sette ad otto vetrine vuote, via Matteotti, salita pure da sei ad otto negozi deserti. In via Frattini, le saracinesche sono state abbassate in altri tre negozi, innalzando il totale a sette. Anche Galleria Risorgimento ha visto aumentare gli spazi inutilizzati, saliti da quattro a sei. Per contro, in via Minghetti le vetrine in attesa di essere occupate sono scese di un’unità, pur rimanendo comunque otto negozi in attesa di un nuovo titolare. Tra le strade centrali colpite dalla «fuga» di botteghe c'è anche via Bezzecca, con cinque punti vendita vuoti, tra cui quello che ospitava un grande bar al pianterreno del Palazzo di Vetro. Piazza della Libertà rimane invece stabile con quattro vetrine in attesa di essere occupate. Pure all'interno del centro commerciale «Galassia», a fianco del quale sta sorgendo un nuovo supermercato della catena «Lidl», si possono notare quattro negozi chiusi. Tra gli addetti ai lavori, ovvero le agenzie immobiliari, qualche operatore evidenzia: «È una questione di mercato. Diversi negozianti prendono per sei mesi in affitto un locale per la propria attività e solo scaduto il termine di prova decidono se rimanere o andarsene». «Come per i negozi sfitti del centro storico», annota invece Nico Dalla Via, presidente della delegazione legnaghese di Confcommercio e dell'associazione Vivi Legnago, «anche per quelli dell'area commerciale vale lo stesso discorso: affitti troppo alti impediscono ai titolari di affrontare la costose spese di gestione e la tassazione, cosa che invece non accade quando il proprietario dell'attività possiede anche i muri. Con il Coronavirus, inoltre, a livello provinciale, compreso il nostro territorio, le attività commerciali stanno fatturando il 60 per cento in meno del 2019». «Alcuni proprietari», prosegue Dalla Via, «hanno trovato un accordo con i propri inquilini sugli affitti da riscuotere nei mesi di sospensione dell'attività». «Per contro», rimarca Nicola Scapini, assessore alle Attività economiche, «assistiamo ad un incremento di aperture nelle frazioni. In poco tempo abbiamo assistito a cinque inaugurazioni di attività commerciali nei rioni di Casette, Vigo, Vangadizza e San Pietro. Come amministrazione stiamo investendo per eventi in grado di attrarre visitatori in città, e quindi a beneficio dei commercianti, così come abbiamo messo in campo diversi provvedimenti, tra cui la riduzione della Tari per le utenze non domestiche, a sostegno della ripartenza». A breve verrà convocato un tavolo con i commercianti ed i loro rappresentanti, i proprietari degli immobili, gli assessori alle Attività economiche e ai Lavori pubblici per approfondire alcune questioni, come la riqualificazione urbana. •

Fabio Tomelleri
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