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15.04.2019

In mostra il veleggiatore progettato da Zanetti

Ricostruzione in scala del veleggiatore di Zanetti
Ricostruzione in scala del veleggiatore di Zanetti

Estate del 1925. Siamo a Caselle di Nogara, un pugno di case che costeggiano la statale Abetone Brennero a un tiro di schioppo dal centro. La giornata è caldissima e afosa, come spesso succede in questa stagione nella Bassa. Un bambino sta giocando sul ciglio della strada, non ancora asfaltata, vicino alla casa dov’era nato quattro anni prima. Ad un tratto la sua attenzione è attratta da un rumore d’aereo lontano, una cosa rara a quei tempi. Alzato lo sguardo al cielo, come d’incanto vede un «uccello d’acciaio» che pian piano diventa sempre più piccolo fino a sparire nel nulla. La notte quel bambino sogna di volare, saltando da una nuvola all’altra. «Credo che la mia passione per il volo possa datarsi a quella visione», raccontò molti anni dopo, sull’Arena, quel bambino diventato adulto. Stiamo parlando di Gastone Zanetti, sindaco di Nogara dal 1956 al 1960, ingegnere edile e appassionato di volo, ricordato con una mostra a palazzo Maggi, dove tra l’altro insegnò matematica per decenni, che si è chiusa ieri. Ad organizzarla è stato Il Circolo 72, associazione nata nel Basso Veronese con lo scopo di mantenere vive la memoria e le tradizioni aviatorie del territorio. Il presidente è il colonnello Alessio Meuti, che spiega: «Credo che questa sia una buona occasione per rendere omaggio a un personaggio che ha avuto un peso notevole tra gli appassionati di volo della Bassa. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare la disponibilità totale avuta dalla sua famiglia e dall’amministrazione comunale di Nogara, da subito entusiasti a sostenere la proposta della nostra associazione, da anni impegnata ad organizzare incontri ed eventi di questo tipo». «La principale attrattiva della mostra è la ricostruzione in scala del veleggiatore progettato da Zanetti in gioventù, realizzata da Angiolino Bellè e recentemente esposto alla Fiera del modellismo organizzata a Verona. La mostra si avvale anche della collaborazione di Luca Santoro». Dopo la folgorazione avvenuta in quel giorno d’estate del 1925, fin da ragazzo Zanetti cominciò a costruire aeromodelli, con in testa un’idea fissa: andare all’Accademia Aeronautica e diventare pilota. Il sogno divenne realtà nell’ottobre del ’41, quando fu ammesso, dopo aver superato una durissima selezione, all’Accademia di Caserta, luogo dove il regista Mario Mattioli girò, l’anno successivo, il film propagandistico «I tre aquilotti» con Alberto Sordi e in cui compare, in alcune inquadrature, lo stesso Zanetti. Ma l’episodio che diede maggior notorietà a Zanetti avvenne qualche tempo prima, mentre frequentava la scuola di volo librato di Bovolone, quando progettò e fece costruire da un artigiano di Campalano, frazione di Nogara, il secondo veleggiatore d’Italia, seguendo i consigli di un universitario milanese, che ne aveva progettato uno qualche tempo prima. Il velivolo pesava 115 kg, aveva una lunghezza di quasi 5 metri e una superficie alare di 10,40 metri. Dopo aver superato tutte le prove di omologazione del Registro aeronautico italiano, nel febbraio del ’41 avvenne il battesimo dell’aria, alla presenza del federale di Verona, di altre autorità fasciste e di un operatore dell’Istituto Luce, che filmò l’avvenimento per un cinegiornale. «Il più giovane costruttore di veleggiatori è veronese», titolava L’Arena il giorno dopo in un articolo che ben esprime il clima del periodo: «E i preavieri veronesi – quei giovani in bustina e divisa grigiazzurra che aspirano a diventare piloti – sono orgogliosi di avere nei loro stessi ranghi, il più giovane costruttore in questo settore della produzione aeronautica». Del veleggiatore, immatricolato I-Zane San Rocco, in onore del patrono di Caselle, non vi fu più traccia dopo l’8 settembre del ’43, quando i tedeschi occuparono anche il campo di volo di Bovolone. Ritornata la pace, Zanetti continuò a pilotare, nel tempo libero, piccoli aerei da turismo fino alla morte, avvenuta nel 1996. •

Giordano Padovani
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