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07.07.2020

Moria di pesci nell’Alpone Si pompa ancora acqua

Il pompaggio di acqua prelevata dal canale Leb  nell’Alpone DIENNE
Il pompaggio di acqua prelevata dal canale Leb nell’Alpone DIENNE

Prosegue il pompaggio artificiale dell'acqua dal canale irriguo Leb al torrente Alpone ad Albaredo, per evitare la moria di pesci che sabato scorso ha costretto pescatori, vigili del fuoco e volontari della protezione civile alla raccolta di quintali di carcasse alla confluenza con il fiume Adige. Per tutta la giornata di domenica, lunedì e, con ogni probabilità, anche oggi, due pompe con una capacità di 5mila litri al minuto continuano a pescare acqua dal canale artificale che porta acqua a 350 mila ettari di terreno nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Le pompe sono state messe a disposizione dal Nucleo dei vigili del fuoco di Verona e dal gruppo Ana della protezione civile del Medio Adige veronese. Le idrovore ad alta capacità di pompaggio prelevano l'acqua dal Leb con l'obiettivo di innalzare il livello dell'Alpone e consentire alla fauna ittica di sopravvivere. Intanto, in queste ore, stanno affiorando a pelo d'acqua alcuni esemplari di pesci anche molto grandi, in particolare pesci siluro e carpe, morti durante la secca dell'Alpone che li aveva intrappolati fra uno sbarramento e l'altro dei quattro realizzati dal Genio civile prima della confluenza del torrente nel fiume Adige. Alcune di queste carcasse sono rimaste sul fondo e adesso marciscono, emanando cattivo odore. Il sindaco Giovanni Ruta, dopo essersi recato sul posto, rassicura i suoi concittadini: «Non esiste, al momento, alcun problema di tipo igienico - sanitario, perciò non ho dovuto prendere alcun provvedimento d'urgenza». I pesci rimasti intrappolati prima della confluenza in Adige, per fortuna, non sono numerosi perché l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco e della protezione civile, avvertiti da un gruppo di pescatori sabato mattina, ha permesso alla fauna ittica di passare dall’Alpone al fiume Adige. Mentre proseguono le operazioni per fronteggiare l'emergenza e permettere al pesce di uscire dalle quattro «pozze» di acqua bassa e calda, createsi in corrispondenza delle barriere sull'Alpone, si susseguono pure gli aggiornamenti e gli incontri fra tecnici della Prefettura, del Genio civile e funzionari della protezione civile per valutare i provvedimenti da adottare per evitare che la moria di pesci si ripresenti ogni qualvolta il torrente che scende dall'omonima valle veronese abbia una portata molto bassa.

P.B.
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