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07.02.2020

«Vienna, dacci le spoglie di Salieri»

Il ritratto del musicista Antonio Salieri
Il ritratto del musicista Antonio Salieri

Legnago chiama Bruxelles per ottenere le spoglie del compositore Antonio Salieri. La Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti ha deciso di rivolgersi al Parlamento europeo per poter coronare un sogno inseguito da Legnago da quasi un secolo: traslare in città la salma di uno dei suoi cittadini più illustri, Salieri, nato a Legnago il 18 agosto 1759 e molto il 7 maggio 1825 a Vienna, dove fu maestro di cappella della corte asburgica. I resti mortali dell’autore dell’«Europa riconosciuta» - divenuto celebre nel 1984 grazie al film «Amadeus» del regista Milos Forman, basato su una presunta, quanto improbabile, rivalità tra Salieri e Mozart - tuttora riposano nel cimitero «Zentralfriedhof» della capitale austriaca. Da lì, le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni a Palazzo de’ Stefani, non sono riuscite a smuoverle nemmeno di un millimetro. L’ultimo tentativo, in ordine di tempo, lo fece a febbraio 2018 l’ex sindaco Clara Scapin che, facendosi portavoce del «Comitato per Salieri», guidato da Loretta Paola Giacomelli, scrisse al sindaco di Vienna per portare a compimento l’iter burocratico della traslazione. Ma dal collega austriaco ottenne un inequivocabile «nein». Ora, la nuova Giunta leghista ha deciso di riprovarci seguendo una via alternativa. Su proposta di Nicola Scapini, assessore a Turismo e attività economiche, la Giunta ha infatti approvato un provvedimento col quale sostiene «il progetto per il rimpatrio delle spoglie mortali di Salieri, considerandolo un’opportunità per promuovere l’immagine a livello nazionale ed internazionale della città». Sindaco ed assessori hanno dato mandato all’eurodeputato negrarese del Carroccio, Paolo Borchia, in qualità di rappresentante del parlamento di Bruxelles, «di farsi portavoce con gli enti austriaci preposti, ed in particolare con il Comune di Vienna, dell’istanza dell’amministrazione di Legnago, atta a riportare nella città natale i resti dell’illustre concittadino». Nei prossimi mesi, dunque, l’europarlamentare veronese sceglierà le vie «diplomatiche» più adatte per assecondare la volontà di Palazzo de’ Stefani di riavere i resti del compositore, del quale, fra due anni, ricorrerà il bicentenario della morte. «In prima battuta», spiega l’assessore Scapini, «avevo contattato il Comitato per Salieri, che nel 2013 era stato autorizzato dall’amministrazione Rettondini a prendere contatti con le autorità austriache. Dopo aver interessato l’europarlamentare Borchia, che ha manifestato la propria disponibilità ad occuparsi del nostro progetto, abbiamo deciso quindi di coinvolgere un’importante istituzione come il Parlamento dell’Unione europea, affinché la proposta del nostro ente, questa volta, vada a buon fine». Nel provvedimento varato dall’esecutivo legnaghese, oltre a riconoscere «l’importanza dell’attività avviata dal Comitato per Salieri» negli anni scorsi, si sottolinea la necessità di coinvolgere nell’operazione di recupero dei resti del musicista anche la Fondazione culturale «Antonio Salieri» che gestisce l’omonima sala teatrale. I sostenitori del progetto hanno già individuato il luogo dove sepellire il corpo di Salieri: nel duomo di San Martino Vescovo. A tal proposito, già nel 2014 il Comitato promotore aveva interpellato il parroco don Diego Righetti che si disse favorevole alla proposta. «Puntiamo ad ottenere le spoglie di Salieri», conclude Scapini, «considerando l’importanza che il compositore rappresenta da sempre per la città. Inoltre, la presenza qui della tomba del compositore permetterà di incrementare in città il turismo culturale». •

Fabio Tomelleri
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