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17.07.2019

vecchia non ha lasciato risparmi per portare avanti iniziative e attività

Parco di Legnago: anche la manutenzione del verde lasciata a secco
Parco di Legnago: anche la manutenzione del verde lasciata a secco

Non ci sono più soldi in cassa per il sociale, per la cultura e per la manutenzione del verde a Legnago. Un controllo sullo stato delle finanze del municipio, effettuata nei giorni scorsi dalla Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti, ha riservato una brutta sorpresa al primo cittadino e ai suoi assessori. I principali settori operativi del municipio, infatti, sono rimasti «a secco» di risorse. Tanto che mancano all’appello oltre 200mila euro, necessari per continuare a garantire ai cittadini diversi servizi e per consentire all’amministrazione di progettare nuove iniziative. Per questo motivo, la Giunta, allo scopo di sbloccare la «paralisi» in cui si trovano già diversi uffici di Palazzo de’ Stefani, ha deciso di correre ai ripari, incaricando il settore Ragioneria di predisporre una manovra finanziaria d’urgenza la quale, tuttavia, approderà in Consiglio soltanto a fine mese. Attualmente, uno degli ambiti maggiormente penalizzati è quello del sociale. A giugno, difatti, sono già stati esauriti tutti i fondi messi a disposizione dall’ex Giunta del sindaco Clara Scapin per i contributi ordinari e straordinari che servivano a garantire il pagamento di bollette, affitti arretrati o per l’acquisto di generi di prima necessità alle famiglie povere. Si tratta di stanziamenti che, nel 2018, hanno aiutato oltre 130 nuclei familiari. La somma di 183mila euro prevista per il 2019 dall’ex sindaco Clara Scapin, già di per sé inferiore ai 220mila euro garantiti negli anni precedenti, attraverso tre variazioni finanziarie varate in primavera dalla precedente amministrazione, è stata ulteriormente decurtata di 55mila euro. Tutto ciò ha provocato il prosciugamento anticipato delle risorse «salva-poveri». «A marzo», spiega il sindaco Graziano Lorenzetti, «i 55mila euro sono stati sottratti al settore sociale per far quadrare il bilancio, destinandoli, in particolare, a compensare le minori entrate della tassa sui rifiuti (Tari), a finanziare il progetto "Ci sto Affare Fatica" e per cofinanziare il Reddito per l’inclusione attiva (Ria). C’era l’impegno a rimpinguare in una fase successiva il fondo per i sussidi ai bisognosi, ma così non è stato, mettendo in difficoltà la nostra amministrazione». I nuovi amministratori infatti hanno trovato quasi tutti i settori senza «risparmi» messi da parte, compreso quello culturale. «Perciò», prosegue Lorenzetti, «quest’anno non è stata organizzata la rassegna estiva Kult: per questi eventi c’erano zero risorse. Se è stato possibile organizzare quattro serate di Kult a Casette, è stato grazie al contributo dell’associazione del quartiere». Proprio sulla mancata programmazione di «Kult», nell’ultimo consiglio comunale, dai banchi dell’opposizione l’ex assessore alla Cultura Silvia Baraldi aveva espresso la propria preoccupazione. La nuova manovra finanziaria, dunque, «limando» le spese dai settori meno in crisi ed attingendo al «tesoretto» di 1,1 milioni di euro accantonato dall’amministrazione Scapin, dovrà quindi reperire risorse per i numerosi comparti sguarniti, a cominciare dai 50mila euro necessari per garantire i sussidi sociali per il secondo semestre del 2019. «Fino all’approvazione, in Consiglio, del provvedimento», puntualizza Lorenzetti, «avremo le mani legate: una situazione è stata causata da chi ci ha preceduto, danneggiando e bloccando le iniziative che volevamo avviare a giugno e a luglio. Per non parlare della manutenzione del verde, alla quale la vecchia amministrazione ha destinato risorse decisamente insufficienti». •

Fabio Tomelleri
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