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06.01.2016

«Un ospedale a pieno regime»
Girardi tranquillizza i cittadini

Il dg Pietro Girardi DIENNEFOTOL’ospedale di Legnago che serve 25 Comuni della Bassa
Il dg Pietro Girardi DIENNEFOTOL’ospedale di Legnago che serve 25 Comuni della Bassa

«Tranquilli, con la nuova Ulss unica non verranno meno le prestazioni dell'ospedale di Legnago, che continuerà a funzionare a pieno regime, né si sposteranno gli uffici. Si tratterà soltanto di cambiare la sede legale aziendale». Ha le idee chiare Pietro Nicola Girardi, il neo direttore generale dell'Ulss 20 di Verona, incaricato a fine dicembre dal governatore Luca Zaia di traghettare le tre Aziende sanitarie veronesi verso l'Ulss unica provinciale «Scaligera».

Il dirigente, dopo un primo sopralluogo effettuato sabato scorso a ridosso della sua nomina, lunedì pomeriggio, all’ospedale «Mater salutis», ha incontrato i dirigenti dell'Ulss 21 di Legnago, di cui, da ieri mattina, ha cominciato a firmare i primi decreti in qualità di commissario, dopo essere subentrato all'ex dg Massimo Piccoli. Per la capitale della Bassa si tratta di una svolta epocale, in quanto, dopo oltre 30 anni, la città perderà la sede dell'Unità sanitaria locale, avendo ospitato dalla fine degli anni Settanta gli uffici dell'Usl 28, diventata poi Ulss 21 a seguito della fusione con la 27 bovolonese. Girardi, 50 anni, laureato in Scienze statistiche ed economiche, che proprio nell’Azienda sanitaria legnaghese ha lavorato come dirigente statistico dal 1992 al 1997, ha ben presente l'importanza che il polo legnaghese riveste per il territorio. «Essendo originario di Castelmassa (Rovigo)», evidenzia il nuovo commissario, «sono consapevole che il Mater salutis è un punto di riferimento non solo per la Bassa, ma anche per i territori limitrofi, come l'Alto Polesine e la Bassa padovana».

Per questo, Girardi ha ribadito che, al termine questo anno di transizione, durante il quale l'Ulss 21 continuerà a sopravvivere in vista della fusione con Verona e Bussolengo: «Le funzioni amministrative potranno continuare a svolgersi in città, senza necessariamente trasferire gli uffici da Legnago. Cercherò invece di rendere omogeneo il lavoro tra le tre Aziende».

Sul futuro assetto sanitario, però, il commissario precisa: «Ogni decisione politica spetterà al Consiglio regionale che adotterà il progetto di legge attualmente in discussione». Nel corso del prossimo trimestre, il funzionario dovrà scegliere se riconfermare il direttore amministrativo, Gabriele Gatti, quello sanitario, Gaspare Crimi, e quello del sociale, Raffaele Grottola, oppure nominare nuovi funzionari che lo affiancheranno nel 2016 nella gestione delle attività. Sui progetti su cui il commissario punterà maggiormente, figura l’avvio di un Centro unico per le prenotazioni (Cup) a livello provinciale, che interesserà dunque anche i 155mila residenti dei Comuni assistiti dall'Ulss 21. «Sarà un'innovazione importantissima», prosegue Girardi, «perché garantirà alle persone di accedere ai servizi sanitari presenti sul tutto il territorio provinciale liberamente, cosa peraltro possibile già ora».

Il dirigente, quindi, rimarca: «Con il nuovo assetto gestionale sarà più facile attivare convenzioni tra le diverse Aziende sanitarie, portando l'eccellenza delle prestazioni in ogni parte della provincia. Così come, se ci sarà un buon professionista in un'Azienda, farò in modo che possano usufruire della sua professionalità i pazienti delle varie aree territoriali».

Per quel che concerne i progetti sull'ospedale di Legnago, il neo dirigente evidenzia: «Stiamo esaminando ora il piano per gli investimenti. Dal sopralluogo effettuato al Mater salutis ho notato che ha bisogno di qualche manutenzione. I cantieri in procinto di partire per il trasloco del reparto Pediatria accanto all'Ostetricia sono il segno tangibile che c'è attenzione per questa struttura. Cercheremo di avviare il prima possibile anche una Medicina di gruppo nel capoluogo». Girardi conferma la prosecuzione degli interventi avviati negli ultimi mesi anche a Bovolone e Nogara. Nella conduzione dell'Ulss 21, il commissario punterà comunque a discutere collegialmente le varie problematiche. «Le priorità del territorio», annuncia, «verranno discusse assieme alla conferenza dei sindaci e con i professionisti dell'ospedale. Poi, sarò io a prendere le decisioni».

Fabio Tomelleri
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