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04.01.2020

Trasporto scolastico, si cambia il gestore

Scuolabus fermo davanti alle scuole elementari di Porto: il Comune ha revocato l’appalto alla «Cssa»
Scuolabus fermo davanti alle scuole elementari di Porto: il Comune ha revocato l’appalto alla «Cssa»

Mancano all’appello gli scuolabus «ecologici». Ed il Comune cambia il gestore del trasporto scolastico. È durato appena l’arco di un quadrimestre, da settembre a dicembre 2019, l’incarico affidato da Palazzo de’ Stefani alla Cooperativa sociale servizi associati (Cssa) di Spinea (Venezia) per il trasporto di oltre 200 alunni che frequentano gli asili e le scuole dell’obbligo della città. Alla base della revoca dell’appalto alla coop lagunare, che lo scorso luglio si era aggiudicata il contratto per l’intero triennio scolastico 2019-2022 in cambio di un assegno di poco meno di un milione di euro, ci sono le inadempienze riguardanti i sei mezzi «nuovi di fabbrica» dotati di sistemi di alimentazione a basso impatto ambientale, promessi ma di fatto mai utilizzati dalla cooperativa a Legnago. Così, i funzionari dell’ente, attraverso una determina emanata a tempo di record dal settore Affari generali per non lasciare «appiedati» gli alunni al rientro in classe dalle vacanze natalizie previsto martedì 7 gennaio, hanno sancito la vittoria a posteriori dell’azienda che, tra le sette concorrenti, si era classificata seconda. Ovvero il «Re Manfredi Consorzio cooperativo sociale a.r.l.» di Manfredonia (Foggia). I responsabili municipali hanno pure deciso di versare alla Cssa il corrispettivo per le prestazioni svolte nei mesi in cui ha prestato servizio per le scuole legnaghesi. Nel provvedimento di revoca viene ripercorso in dettaglio l’iter dell’appalto, che si è rivelato più tortuoso del previsto. Nel decretare la vittoria della coop veneziana, la scorsa estate, aveva assunto un ruolo determinante l’offerta, messa nero su bianco dalla società di Spinea, di acquistare e impiegare nel trasporto dei ragazzi sei scuolabus nuovi di zecca da 32 posti ciascuno, alimentati a metano e con omologazione «Euro 6», dotati sia di climatizzatore che di telecamera per la sorveglianza interna. Nessuno di questi sei pulmini, tuttavia, ha percorso un metro all’ombra del Torrione. «I veicoli utilizzati», scrivono i funzionari del municipio, «non corrispondono a quelli offerti in sede di gara per quanto riguarda il sistema di alimentazione, visto che soltanto uno è a metano, inoltre sono diversi dall’offerta per la vetustà e la classe di alimentazione». A tutto ciò si è aggiunto pure il ricorso presentato ad ottobre al Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Venezia dal consorzio foggiano, il quale ha chiesto ai giudici di accertare eventuali illegittimità per la mancata revoca dell’appalto. A convincere Palazzo de’ Stefani non sono bastate le giustificazioni ricevute dalla società veneta, la quale, a novembre, attraverso il proprio legale, aveva scritto al Comune per evidenziare il carattere temporaneo di tale criticità, assicurando che gli scuolabus previsti erano in corso di immatricolazione. La coop lagunare aveva inoltre puntualizzato che tale situazione era dovuta a circostanze imprevedibili e non imputabili alla stessa, essendo legate a problematiche emerse nella fase di fornitura dei veicoli. Gli uffici municipali hanno pertanto annullato l’incarico, vista la perdurante mancanza dei mezzi promessi da Cssa. I funzionari dell’ente, oltre a sospendere la ratifica del contratto con la coop veneta, hanno disposto il passaggio di consegne tra la stessa e la concorrente pugliese proprio durante le vacanze natalizie «senza creare interruzione del servizio e disagio per l’utenza». «Purtroppo», sottolinea il sindaco Graziano Lorenzetti, «la prima ditta vincitrice, all’inizio dell’anno scolastico non ha fornito i veicoli previsti, usando quelli che aveva già a propria disposizione. Siamo tuttavia riusciti, attraverso un accordo tra le parti, a far subentrare l’altra ditta senza che ciò abbia ripercussioni sugli alunni». •

Fabio Tomelleri
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