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20.03.2020 Tags: Legnago

Transpolesana,
slittano i cantieri
anti-buche

Asfalto dissestato  sulla Transpolesana all’altezza dello svincolo di Legnago
Asfalto dissestato sulla Transpolesana all’altezza dello svincolo di Legnago

La guerra alle buche in Transpolesana deve attendere. Nonostante la bella stagione sia arrivata con alcune settimane di anticipo rispetto al calendario, gli interventi di ripristino dei tratti usurati lungo gli oltre 50 chilometri della statale 434 che attraversano la Bassa dovranno per forza slittare di qualche mese.

L’emergenza Coronavirus, infatti, ha avuto ripercussioni anche sui progetti di ripristino già preventivati dall’Anas per fine marzo. Rinviando, in questo modo, la cura anti-buche in vari settori degradati della pavimentazione. Soprattutto quelli che si susseguono sulla corsia di destra tra Legnago e Oppeano.

Difatti le riparazioni «a freddo» mediante rattoppi, eseguite nelle scorse settimane dalla società del Gruppo Fs Italiane, non hanno ridotto i disagi per gli automobilisti e i camionisti che, anche in tempo di Coronavirus, continuano a viaggiare su questo importante collegamento soprattutto per motivi di lavoro.

 

TRATTI CRITICI

I tratti più critici restano all’altezza dei tre svincoli di Legnago, in entrambe le direzioni di marcia, oppure, lungo la direttrice per Verona, tra le uscite Angiari e Palesella e tra San Pietro di Morubio ed Isola Rizza, passando per Roverchiara. In direzione sud, verso Rovigo, sono degradate le condizioni del tratto tra Vallese e Oppeano. In quasi tutti i casi, si tratta di settori asfaltati pochi anni fa dove ora si sono ripresentati gli avvallamenti. Tutto ciò ha reso meno agevole, non solo per le auto, ma anche per gli stessi mezzi pesanti, percorrere la corsia di destra. Tanto che più di qualche conducente, in assenza di veicoli da sorpassare, si sposta sulla parte sinistra per non sollecitare le sospensioni del proprio veicolo.

Fin dai primi di marzo, anche sui vari gruppi di Facebook ed Instagram dedicati alla 434, qualche utente ha auspicato l’intervento risolutivo di Anas, sulla falsariga del maxi progetto che alla fine della scorsa estate ha portato al rinnovo di 7,7 chilometri di asfalto tra Oppeano e Castagnaro, in direzione di Rovigo.

 

Ora, invece, l’emergenza legata al Covid 19 e la necessità di far operare le imprese di manutenzione secondo le dovute prescrizioni sanitarie, ha costretto Anas a rivedere la tempistica del primo stralcio di lavori di pavimentazione del valore di cinque milioni di euro. «La prima fase di interventi», conferma l’Anas in una nota, «slitterà in avanti a causa dell’emergenza Coronavirus».

I funzionari della società stradale puntualizzano: «L’impresa appaltatrice si sta organizzando per lo svolgimento delle attività previste secondo le norme imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) sul Coronavirus. Per questo Anas chiederà alla ditta una relazione dettagliata sull’attività proposta e l’organizzazione delle operazioni per stabilire una nuova data di avvio ai lavori». A parziale consolazione resta il fatto che la società che gestisce la Transpolesana ha già pubblicato il bando, la cui scadenza è prevista per martedì 21 aprile alle 12, per individuare l’impresa o il gruppo di ditte che svolgerà le asfaltature sulla 434 e su altri due collegamenti del Basso Venet: la statale 12 «dell’Abetone» e la statale 16 «Adriatica». Tale pacchetto di manutenzioni, del costo di cinque milioni di euro, rientra nel piano nazionale «#bastabuche», dell’importo complessivo di 380 milioni di euro. «Gli appalti», precisa Anas, «saranno attivati con la procedura dell’accordo quadro, il quale consentirà, per quattro anni, di intervenire con tempestività ogni volta che sarà necessario, fino al raggiungimento del budget, senza dover dunque bandire ogni volta una gara». Sui tratti della 434 che verranno sistemati con la nuova tranche di lavori, la società puntualizza: «Al momento non è possibile identificare i singoli tratti che saranno interessati, poiché verranno stabiliti dai tecnici, attraverso il criterio della priorità, una volta aggiudicati i vari appalti». •

Fabio Tomelleri
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