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15.08.2019

Tintarella e sport sulle rive dell’Adige

Scampagnata nella golena di Porto trasformata in lido DIENNEFOTOI primi «turisti» adagiati in  riva all’Adige al «Canalino beach»
Scampagnata nella golena di Porto trasformata in lido DIENNEFOTOI primi «turisti» adagiati in riva all’Adige al «Canalino beach»

Tintarella e pagaiate di Ferragosto a «Canalino beach». Dopo trent’anni, a Legnago, è tornata la moda di frequentare nella bella stagione le dune sabbiose dell’Adige, sia per prendere il sole ma anche per effettuare piccole escursioni in canoa, in bici o a piedi, oppure, più semplicemente, per sfuggire alla canicola passando qualche ora in compagnia all’ombra delle piante che costeggiano il fiume. Nella golena di Porto, ovvero lo spazio tra il corso d’acqua e l’argine, i volontari di tre associazioni, il «Canoa Club Legnago» presieduto da Carlo Maria Prato, «Portobello» guidata da Guerrino Grigolli, e «Sound Vito» capeggiata da Daniele Aldegheri, nei mesi scorsi hanno impiegato tempo libero ed energie per ripulire e rendere fruibile, a costo zero per il Comune, l’area ampia 10mila metri quadrati accessibile dal parcheggio del supermercato Famila di Porto. Il frutto di diverse giornate dedicate alla sistemazione di questo luogo, riconosciuto come Sito di interesse comunitario (Sic), si è visto proprio all’inizio di quest’estate. Infatti, attorno alla «spiaggetta cittadina» ed al vicino «canalino», formato da una diramazione naturale del fiume, hanno cominciato a radunarsi, specie nei week end, fino ad una cinquantina di persone di tutte le età, provenienti anche dal circondario. A riportare in auge la pratica, sparita da decenni, di «bagnarsi i piedi» in Adige e di abbronzarsi accanto al fiume, è stato il progetto «Arena fluviale», promosso dai tre sodalizi e decollato un anno fa con il supporto del Comune. «Durante la settimana», rimarca Luca Menegatti, vicepresidente del Canoa Club Legnago, che conta 30 iscritti, «raccogliamo le adesioni di chi, soprattutto al sabato, vuole fare una prova in canoa in tutta sicurezza: il canalino permette di effettuare escursioni alla portata di tutti, ovviamente sotto la sorveglianza di esperti». Accanto agli appassionati canoisti, ci sono diversi «turisti» che più semplicemente si avvicinano a questo luogo poiché sono attirati dalla curiosità di ammirare un’area di cui non conoscevano l’esistenza. «Persone di tutte le età», sottolineano i volontari, «vengono volentieri qui, anche perché tra la vegetazione abbiamo ricavato un percorso ad anello, percorribile a piedi o in bici, lungo quasi un chilometro». Se, un tempo, le «spiaggette» lungo l’Adige erano il rifugio dalla calura estiva per quanti non potevano permettersi una vacanza al mare, oggi «Canalino beach» costituisce invece un luogo dove potersi mantenere in forma e rilassarsi, lontano dal caos cittadino, anche dopo il rientro dalla villeggiatura. «Io le ferie quest’anno le ho fatte in Sardegna», commenta uno dei frequentatori, «tuttavia qui posso continuare a rilassarmi a due passi da casa, oppure fare attività fisica. L’ostacolo psicologico che i legnaghesi devono imparare a superare è quello costituito dall’argine, da molti considerato una barriera invalicabile». «L’idea», aggiunge Grigolli, «è che in futuro si possa organizzare anche qualche concerto, in collegamento con la zona del supermercato Famila e l’adiacente area ex Riello, creando sinergia con Sound Vito e Portobello». Per Angelo Guarino, consigliere delegato alle Politiche della salute, «tutto ciò dimostra che l’Adige è una risorsa per la nostra città». «Stiamo valutando», annuncia il sindaco Graziano Lorenzetti, «di avviare una procedura ad evidenza pubblica, allo scopo di favorire la gestione di questi spazi a chi ci proporrà progetti interessanti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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