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24.03.2019

Tassa rifiuti, il salasso è stato scongiurato

Un camion della Sive: la società che gestisce la raccolta rifiuti
Un camion della Sive: la società che gestisce la raccolta rifiuti

Salasso scongiurato sulla tassa rifiuti per cittadini e aziende di Legnago. Nonostante il costante aumento dei costi affrontati dalla società Sive per garantire la raccolta e lo smaltimento dell’immondizia in città, le aliquote del tributo quest'anno rimarranno invariate, o al massimo subiranno modifiche di pochi centesimi, per le oltre 11mila famiglie e le 1.716 aziende servite nel capoluogo della Bassa. È quanto ha stabilito, a maggioranza, il consiglio comunale, che nell'ultima seduta ha approvato il nuovo piano finanziario per il servizio del 2019. L'aumento dei costi per la raccolta e lo smistamento in centri specializzati delle varie tipologie di materiale di scarto, secondo i conteggi di Sive, sarà compensato dall'incremento numerico di utenze che versano il tributo. In base al resoconto presentato dal sindaco Clara Scapin, la particolare congiuntura negativa internazionale, dalla fine del 2017, ha interessato non solo il settore dello smaltimento dei rifiuti, ma anche, e in misura forse maggiore, il recupero delle materie destinate al riciclo e alla vendita. La società di via Adige, pertanto, ha previsto per l'anno in corso un aumento delle spese complessive del servizio da 3,4 a 3,5 milioni di euro, pari al 2,19 per cento in più. Ad evitare che tale impennata si traduca in un salasso per le tasche dei legnaghesi è intervenuto, però, l'allargamento della platea degli stessi contribuenti. Secondo il documento stilato da Sive, difatti, rispetto allo scorso anno, aumenteranno da 11.043 a 11.188 le utenze domestiche iscritte al servizio. Per quel che concerne le attività produttive, inoltre, la società ha previsto un incremento complessivo delle superfici di uffici, negozi e capannoni soggette al tributo, che passeranno da 750.508 a 768.385 metri quadrati. Pertanto, la revisione del numero di utenze garantirà un incremento dello 0,9 per cento del gettito Tari. Consentendo così a Palazzo de' Stefani di incassare 3,67 milioni di euro, ossia 31mila euro in più rispetto al 2018. E quindi di coprire interamente gli aumenti di spesa lasciando pressoché inalterate le varie aliquote. Una famiglia di tre componenti, che abita in un appartamento da 100 metri quadrati, pagherà 169,02 euro all'anno contro i 168,74 del 2018, ossia appena 28 centesimi in più, pari ad un incremento dello 0,2 per cento. A parità di componenti, tuttavia, in un alloggio di 150 metri quadrati la stessa famiglia verserà al contrario 14 centesimi in meno, ovvero 209,72 euro contro i 209,86 del 2018, con una riduzione dello 0,1 per cento. «Oltre a mantenere invariate le tariffe», ha evidenziato Scapin, «abbiamo pure mantenuto tutte le agevolazioni già in vigore per i nuclei di persone anziane con Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 10mila euro, le famiglie a basso reddito con Isee non superiore ad 8mila euro, i beneficiari di indennità di accompagnamento e le aziende che destinano le eccedenze alimentari ai poveri». «Se analizziamo le utenze domestiche», ha obiettato l'ex forzista Loris Bisighin, «vediamo che ci saranno comunque variazioni, con aumenti, sia pur minimi, tra lo 0,1 e lo 0,3 per cento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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