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13.10.2019

Statale Transpolesana nuovo asse dello spaccio Sequestrati chili di droga

Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago
Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago

La Transpolesana si sta trasformando, con il passare degli anni, in una sorta di mini «Bangkok». Non bastassero le oltre 160 croci piantate finora da tragici incidenti stradali lungo gli 83 chilometri che congiungono Verona a Rovigo, la statale «434» è diventata infatti un crocevia privilegiato per i traffici di droga nella Bassa. Complice una posizione che facilita gli scambi tra fornitori, in particolare grossisti, piccoli spacciatori e clienti. Senza trascurare l’opportunità di potersi dileguare con facilità in occasione di eventuali controlli ed inseguimenti da parte delle forze dell’ordine. Un’ulteriore conferma sul fatto che il trafficato collegamento immerso nelle campagne della pianura scaligera funga sempre più da asse per il commercio di sostanze stupefacenti arriva dalle operazioni messe a punto nei primi nove mesi di quest’anno dai carabinieri della Compagnia di Legnago. Indagini che hanno permesso agli uomini del capitano Lucio De Angelis, soprattutto grazie agli interventi eseguiti dal Nucleo operativo e Radiomobile, di smantellare un vasto giro da parecchie migliaia di euro. Basti pensare che da gennaio ad oggi i militari sono riusciti a sequestrare oltre due chili di cocaina, 84 chili di hashish, 300 grammi di eroina, tornata prepotentemente in voga tra i giovanissimi consumatori del territorio, e centinaia di piante di cannabis. Una delle principali operazioni registrate nel corso del 2019 risale ai primi di marzo quando i carabinieri del Norm sgominarono un’organizzazione composta da marocchini, che aveva scelto un appartamento di Ca’ degli Oppi, a ridosso proprio della Transpolesana, come centrale operativa per un traffico internazionale di droga proveniente dal Nord Africa. Un «terminal» completato da un magazzino ricavato in un garage preso in affitto alla periferia di Verona, dove le pattuglie, coordinate dal luogotenente Mauro Tenani e dal maresciallo maggiore Roberto Zanoli, rinvennero oltre 78 chili di hashish suddivisi in panetti e ovuli con un elevato principio attivo. Un quantitativo con pochi precedenti, che una volta immesso sul mercato si sarebbe trasformato in almeno centomila dosi equivalenti ad un guadagno di oltre 900mila euro. Il 19 aprile, sempre i militari del Radiomobile, recuperarono quasi tre etti di eroina pura - 2.300 dosi, una volta «tagliati», per un valore di circa 50mila euro - che un trentenne di Legnago, fermato a San Pietro di Morubio, anche in quel caso nelle vicinanze della «434», nascondeva negli slip dopo averli acquistati con ogni probabilità da un grossista. Alla vigilia della Festa della Liberazione il Norm fermò invece a Villa Bartolomea quattro giovani insospettabili della zona che detenevano 394 grammi di hashish. Un altro duro colpo allo spaccio e al consumo di droga nella Bassa l’hanno sferrato poi, a fine aprile, i carabinieri di Minerbe. In quel caso, a finire in carcere fu un macellaio marocchino di 28 anni che nascondeva nel frigo di casa, a Sanguinetto, la bellezza di 4,3 chili di hashish oltre a 20 grammi di cocaina .

STE.NI.
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